Atene 1

Venerdì 25 ottobre 2019

Il volo alle 6:20 ci costringe a un’alzataccia, con partenza all’una di notte, dopo aver dormito si e no un paio d’ore sulle quattro trascorse a letto. Sbadigli a parte, viaggiare di notte ha sempre un fascino particolare per me.

Il volo alle 6:20 ci costringe a un’alzataccia, con partenza all’una di notte, dopo aver dormito si e no un paio d’ore sulle quattro trascorse a letto. Sbadigli a parte, viaggiare di notte ha sempre un fascino particolare per me.

Alle 4:15 siamo al Lowcost Parking di via dei Laghi 2, a Ciampino, dove per quattro giorni spendiamo solamente 16,60 euro. La registrazione è come sempre velocissima, dato che ho già la prenotazione fatta online e dopo un quarto d’ora siamo all’aeroporto Giovan Battista Pastine, ancora semi deserto per via dei pochi voli in partenza a quell’ora del mattino.

Nulla da segnalare nei controlli personali e poco prima delle sei e mezza decolliamo, quando il sole dorme ancora. Abbiamo modo così di godere dell’alba in volo. Quello che ci fa godere un po’ meno, però, è il nostro arrivo in Grecia, quando dopo esserci abbassati di quota per l’atterraggio, cambiamo rotta e ci facciamo un giro sopra Atene, prima di riprovarci con successo (8:20 ora italiana – 9:20 locale). Credo sia la prima volta che mi capita una cosa del genere ma dato che non ci sono condizioni climatiche avverse, non mi preoccupo più di tanto.

Dopo una lunga serie di tappeti scorrevoli, usciamo dall’Eleutherios Kyriakou Venizelos (Ελευθέριος Κυριάκου Βενιζέλος) – il nome dello scalo ateniese – e ci troviamo di fronte al palazzone bianco del Mitsis Sofitel Hotel, accanto al quale passa il tunnel sopraelevato che porta alla fermata della metro, dall’altra parte della statale. Dieci euro a testa per il biglietto e dopo cinque minuti di attesa, alle dieci in punto partiamo alla volta di Piazza Syntagma (Piazza della Costituzione – Πλατεία Συντάγματος).

Quarantacinque minuti per arrivare a Syntagma, quindi il cambio, dalla linea blu (3) passiamo alla rossa (2) in direzione Anthoupoli (Ανθούπολη) e dopo quattro fermate siamo a Larissa station, la nostra destinazione. Seguendo le indicazioni ricevute, distante un centinaio di metri, troviamo il nostro hotel Socrates.

Visto l’orario (sono le 11), le camere non sono ancora disponibili e lasciati i bagagli vicino la reception, usciamo immediatamente a visitare la città. Torniamo quindi alla metro, acquistiamo il nostro bell’abbonamento di cinque giorni per i trasporti (sprechiamo un giorno ma quello da tre non è sufficiente) a 9 euro e torniamo a Piazza Syntagma, iniziando il nostro tour da uno dei luoghi simbolo di Atene.

Nel pieno centro di Atene, Piazza Syntagma non è soltanto il cuore geografico della città ma è anche nel cuore degli ateniesi che la frequentano a qualsiasi ora, nelle sei caffetterie, vicino alle bancarelle, passeggiando o approfittando della connessione WiFi gratuita. La piazza è anche il luogo dove si tengono manifestazioni, festività o concerti e data la sua posizione privilegiata è anche un luogo di passaggio obbligatorio per raggiungere molti dei punti d’interesse della città.

Nella parte superiore della piazza si trova il Palazzo Reale di Atene (Παλαιά Ανάκτορα), imponente edificio costruito tra il 1836 e il 1842, che ospita il Parlamento Greco, alla cui base sorge il Monumento al Milite Ignoto, dove montano la guardia i soldati in costume tradizionale chiamati euzoni (Εύζωνες). Il cambio della guardia al Milite Ignoto è una delle scene più seguite e fotografate dai turisti. Più in basso, attraversata la strada e scesa la scalinata, l’area pedonale della piazza, con una fontana centrale e delle aree verdi laterali.

Usciamo dalla metro e saliamo la scalinata per andare a vedere il Monumento al Milite Ignoto, dove davanti ci sono degli euzoni che vigilano ma è presto per il cambio della guardia e dopo qualche foto scendiamo, attraversiamo la piazza e prendiamo per odos Ermou (Οδός Ερμού). Si tratta di una delle principali arterie commerciali di Atene, che conduce a Monastiraki (Μοναστηράκι), il vivace quartiere noto per i monumenti (Biblioteca di Adriano, Antica Agorà e lo Stoà di Attalo) e il mercato delle pulci.

Percorso qualche centinaio di metri, seguendo le indicazioni, arriviamo alla Cattedrale metropolitana dell’Annunciazione (Μητροπολιτικός Ναός Αθηνών Ευαγγελισμού της Θεοτόκου), chiesa principale della città di Atene e sede dell’arcivescovo della capitale e di tutta la Grecia.

Posta tra Monastraki e Syntagma, la chiesa fu costruita nell’arco di vent’anni (1842-1862), per adempiere al compito di cattedrale del Metropolita di Atene al posto della chiesa di Panagía Gorgoepíkoös (Παναγία Γοργοεπήκοος), che le sta a fianco. Edificata in stile bizantino, imponente, presenta una facciata composta da un portico trittico con due campanili laterali. Internamente molto bella, è costituita da tre navate con soprastanti matronei ed è caratterizzata da un insieme di stucchi dorati e affreschi luminosi. Contiene inoltre elementi di chiese bizantine abbandonate e di chiese abbattute per motivi archeologici. Nel 1999 fu colpita da un forte terremoto e da allora, all’interno, sono stati installati dei sostegni in ferro. E’ uno dei posti più visti dai turisti che arrivano nella capitale ellenica.

All’ombra della grande Cattedrale, sempre in Piazza Mitropoleos (Πλατεία Μητροπόλεως), troviamo una piccola chiesa considerata una delle più belle della città, che confrontata con l’altra sembra un topolino accanto a un elefante. A livello di importanza storica e armonia, invece, è proprio la piccola cattedrale medievale a vincere il confronto con la moderna cattedrale di Atene. Si tratta della Mikri Mitropoli (Μικρή Μητρόπολη – piccola chiesa metropolitana), dedicata alla Vergine Maria di Gorgoepikoos a cui è stato accostato nel 1863 un altro santo, Eleftherios, da cui il nome completo della chiesa: Chiesa di Panagia Gorgoepikoou e Agios Eleftherios (Ναός Παναγίας Γοργοεπηκόου και Αγίου Ελευθερίου)

Datata alla fine del XII, secondo la leggenda, la costruzione di questa chiesa bizantina risalirebbe addirittura al 787, per volontà dell’allora imperatrice Irene Sarantapechaina d’Atene (Ειρήνη Σαρανταπήχαινα της Αθήνας). Realizzata quasi esclusivamente in marmo bianco pantelico e decorata con un fregio esterno a bassorilievo raffigurante animali simbolici, si dice che il materiale utilizzato per la sua costruzione fosse stato completamente recuperato da un vecchio tempio pagano.

Usciti dalla Cattedrale proseguiamo su Odos Ermou (Οδός Ερμού) fino ad arrivare in Piazza Monastiraki (Πλατεία Μοναστηρακίου) e da li ci addentriamo nel meraviglioso Flea Market, il mercatino delle pulci di Monastiraki. Si tratta di uno dei luoghi più caratteristici e squisitamente turistici di Atene che per molti versi ricorda quel groviglio di bancarelle di Camden Town a Londra, con la differenza che in ogni angolo puoi scorgere un pezzetto di cielo con il Partenone sempre presente che svetta sulla città. Il mercatino sembra un bazar mediorientale con una moltitudine di negozietti che si snodano tra i vicoli dell’antico quartiere, dove è possibile trovare di tutto ma a farla da padrone sono sicuramente i souvenir e prodotti legati alle coltivazioni locali, come limoni e olive e derivati di cosmetica.

Dopo una bella passeggiata e aver adocchiato diverse cose interessanti, ritorniamo verso Piazza Syntagma ma dato che si sono fatte ormai le tredici e la fame comincia a farsi sentire, ci fermiamo a pranzare in un ristorante all’aperto molto carino, all’interno di grande cortile, dove mi sono reso conto che la cucina greca è una delle migliori che abbia trovato al di fuori dell’Italia.

Usciamo dal ristorante verso le quattordici, quando ormai la nostra camera all’hotel dovrebbe essere disponibile e c’incamminiamo verso la metro per raggiungere il Socrates dove, dopo aver effettuato il check-in, alle quindici possiamo finalmente rilassarci un pochino dopo il lungo viaggio e la mattinata in giro per la città. Una camera tutto sommato discreta, di dimensioni accettabili, all’ultimo piano di questo tre stelle situato nel cuore di Atene, di fronte alla stazione centrale dei treni e della metropolitana. A disposizione anche un ampio terrazzo da cui possiamo vedere mezza Atene, con una distesa infinita di case bianche che si perdono a vista d’occhio.

Ci rimettiamo in movimento quando manca un quarto alle diciotto per raggiungere la collina del Licabetto (Λυκαβηττός) una piccola montagna di 273 metri, che emerge verdissima (nella parte bassa) dal centro abitato di case candide, da cui si gode di una delle migliori viste di Atene. Si trova nel quartiere di Kolonaki (Κολωνάκι), il più ricco della città.

Per salire in cima ci serviamo della funicolare (7,50 euro per salita e discesa), purtroppo tutta in galleria, che per coprire i 210 metri della tratta, con una inclinazione massima di 28 gradi, impiega circa tre minuti. Nella cabina, che può contenere 34 persone, avvisi in greco e in inglese di fare attenzione ai ladri una volta arrivati in cima (cartello e avvisi che abbiamo già incontrato in città).

Il nome Licabetto significa “collina dei lupi” e la formazione calcarea sopra la quale risiede, con i suoi 272,7 metri sul livello del mare, è il punto più elevato della città che domina per intero e dalla quale è completamente circondata. Alla sua base crescono boschetti di pino, mentre sulla vetta si trovano la Cappella di San Giorgio (costruita nel XIX secolo), un teatro e un ristorante. Foschia da inquinamento permettendo, dalla sua cima si gode di un panorama magnifico della città.

Senza averlo programmato, ci ritroviamo sul Licabetto nel momento più bello della giornata, al tramonto, che ci permette di contemplare la città con una luce speciale. Arriviamo quando ancora i raggi del sole illuminano il bacino dell’Attica e dopo una bella passeggiata, fino a raggiungere il teatro (arena all’aperto che ospita concerti di musica jazz, pop e tradizionale, da maggio a settembre), torniamo con il buio della sera. Dalla piazzetta antistante la chiesa, abbiamo di fronte a noi il Partenone, il monumento simbolo di Atene e di tutta la Grecia, meravigliosamente illuminato, insieme a tutta la collina dell’Acropoli.

Su internet ho trovato moltissimi commenti, ai quali mi associo in pieno, che dicono di scendere a piedi dal Licabetto, dato che è molto semplice e poco faticoso, ma dato che avevamo già fatto il biglietto, siamo ritornati alla funicolare. Per di più, abbiamo anche dovuto attendere quasi una ventina di minuti prima di poter scendere, data la folla in attesa prima di noi. Poco prima delle venti siamo finalmente scesi e dopo una bella camminata e un giro in un supermercato, alle 20:30 siamo tornati in hotel.

Ci rimettiamo in movimento dopo un’oretta e ripartiamo da Piazza Syntagma, dalla quale scendiamo in via Ermou (Οδός Ερμού), per andare a cenare in uno dei tanti ristoranti presenti nella parte iniziale. Proseguiamo la serata con una lunga passeggiata, partendo dalla vicina Plaka (Πλάκα), uno dei più antichi e caratteristici quartieri di Atene.

Conosciuto come il Quartiere degli Dei, per la sua vicinanza all’Acropoli, Plaka è una delle aree più attraenti e frequentate della città, non solo perché si estende proprio ai piedi del Partenone, ma anche perché tra le sue strette vie si concentrano le tradizionali taverne, i ristoranti, gli animati caffè, gli innumerevoli negozietti di souvenir. Bellissimo passeggiare lungo le stradine di questo quartiere dove si è rapiti da suoni e profumi grechi e dove basta alzare lo sguardo e ovunque si vede la splendida acropoli in tutta la sua bellezza.

Arriviamo fin sotto il Partenone, che rivedo per la prima volta dopo la gita scolastica del 1990 e quindi torniamo indietro ma essendo relativamente presto ed avendo ancora abbastanza energie, decidiamo di fare un giro anche intorno al Giardino Nazionale (Εθνικός Κήπος), il grande parco che circonda Syntagma Square (Πλατεία Συντάγματος).

Da Wikipedia – Il giardino nazionale di Atene (in greco Εθνικός Κήπος, formalmente “Giardino reale”) è un parco pubblico di 15,5 ettari (38 acri) nel centro della capitale greca. Situato nei pressi dell’edificio del Parlamento ellenico, dietro piazza Syntagma, prosegue verso la zona dove è ubicato lo Zappeion, di fronte allo stadio Panathinaiko dei Giochi della I Olimpiade. Il giardino racchiude anche alcune antiche rovine, tamburelli e capitelli corinzi di colonne, mosaici, e altre caratteristiche. Sul lato sud-est sono si trovano i busti in marmo di Giovanni Capodistria, il primo governatore della Grecia, e di Jean-Gabriel Eynard. Sul lato sud sono situati i busti del celebre poeta greco Dionysios Solomos, autore dell’inno nazionale greco, e di Aristotelis Valaoritis.

Quando si è fatta l’una e mezza abbondante, decidiamo di raggiungere la metro e tornare in hotel.

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