Berlino 2

Venerdì 10 giugno 2016

Dopo l’assaggio del giorno precedente, oggi abbiamo tutto il tempo di organizzare una bella visita della città. Sveglia alle 8, scendiamo a fare colazione, ci prepariamo e alle 9:30 usciamo.

Iniziamo il giro dalla Potsdamer Platz, bella di giorno quanto di notte, dove ci sono ancora dei resti di pezzi di muro, lasciati in memoria di quella barriera che separò la capitale tedesca per 28 anni, dal 13 agosto del 1961 al 9 novembre del 1989. Seguendo il percorso del giorno precedente, passiamo prima al Memoriale dell’Olocausto e quindi all’imponente Porta di Brandeburgo, ancora più bella con la meravigliosa giornata di sole.

A causa dell’allestimento dei maxischermi per la partita della nazionale tedesca agli europei di Francia, purtroppo la zona è transennata e non possiamo passare sotto al monumento ma ci dobbiamo accontentare di vederlo a distanza. Anche farci le foto è abbastanza difficile, data la presenza di tantissime persone. Mentre siamo intenti a fotografarci, arriva un corteo di Mercedes, composto da auto di grossa cilindrata e qualche furgone, tutti rigorosamente neri e con i vetri oscurati che parcheggia a ridosso della porta ma non ho capito chi scortasse.

Proseguiamo il cammino percorrendo la famosa Unter den Linden, il viale di tigli esteso dal castello fino alla porta della città, che venne piantato nel 1647 da Federico Guglielmo I di Brandeburgo, il “Grande Elettore”, che voleva cavalcare fino al parco di caccia del Tiergarten circondato da un appropriato splendore barocco. Lungo l’importante via, troviamo una serie di bellissimi palazzi storici, tra cui il Teatro dell’Opera, l’Università Humboldt (in tedesco Humboldt-Universität zu Berlin), la più antica delle quattro università di Berlino, Le Neue Wache (Nuova Guardia), monumento neoclassico fatto erigere da Federico Guglielmo III di Prussia tra il 1816 ed il 1818, come sede della Guardia reale e come monumento ai soldati tedeschi morti poco prima durante le guerre contro Napoleone.

Sempre lungo la bellissima Unter den Linden, troviamo, a seguire, il Kronprinzenpalais (Palazzo del Principe Ereditario), un palazzo storico che prese il nome dai suoi abitanti, ovvero gli eredi al trono reali e imperiali e proprio di fronte l’Arsenale (Zeughaus Berlin), il più antico fabbricato costruito sulla via, in stile barocco, nato per ospitare le armi dell’artiglieria prussiana che ospita oggi il Museo storico della Germania.

Arriviamo quindi alla Sprea, il fiume di Berlino e a quella che viene chiamata “Isola dei musei”, per via del gran numero di musei di importanza internazionale che si trovano nell’area. I musei sono parte del gruppo dei Musei statali di Berlino, appartenenti alla Fondazione del patrimonio culturale prussiano (Stiftung Preußischer Kulturbesitz). Per l’immensa importanza culturale ed artistica, l’Isola dei musei è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, nel 1999.

Nella parte inferiore dell’Isola dei musei, troviamo l’imponente Duomo di Berlino con alle spalle l’altissima torre della tv, facente parte della World Federation of Great Towers, punto di riferimento della città, presso la vicina Alexanderplatz.

Riguardo la Cattedrale, devo dire che è veramente imponente e bella architettonicamente parlando, ma due cose mi hanno lasciato spiazzato: davanti la gente può arrivare e parcheggiare, come se si trattasse di una normalissima chiesa di paese, e poi il suo colore scuro. Non so se sia colpa dello smog o dell’umidità e della pioggia ma l’esterno è completamente ricoperto di un alone scuro.

Da Wikipedia: Il duomo di Berlino (in tedesco: Berliner Dom, nome completo Oberpfarr- und Domkirche zu Berlin) è la chiesa principale della capitale tedesca. La chiesa originaria venne costruita intorno alla metà del XVIII secolo in stile barocco. Nel 1822 venne rimaneggiata in stile neoclassico e nel 1894 l’imperatore Guglielmo II ne ordinò la demolizione e la sua ricostruzione. I lavori iniziarono immediatamente, in uno sfarzoso stile neobarocco e venne ultimata nel 1905. Il duomo è stato gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, nel corso dei bombardamenti aerei del 24 maggio 1944, venne colpita la lanterna della cupola e si propagò per tutta la copertura un furioso incendio che ne determinò il crollo. In seguito, il duomo venne restaurato e la cupola ricostruita fra il 1975 e il 1981, in forme più sobrie con il mancato ripristino delle elaborate lanterne della cupola e dei campanili.

Saliamo fin sulla cupola da cui possiamo godere di un panorama stupendo su tutta la città e dopo corposo servizio fotografico, ci facciamo un numero infinito di scale ed arriviamo alla cripta, all’interno della quale vi sono le tombe di numerosi componenti della famiglia reale prussiana Hohenzollern.

Usciti dal Duomo, attraversiamo la strada e ci facciamo catturare da una scalinata rosso fuoco, con impresso a caratteri cubitali bianchi “eintritt frei”. Non sappiamo di preciso cosa sia ma visto che è gratis entriamo a fare un giro. All’interno troviamo un plastico enorme di quella zona della città e qualche reperto tipo un triciclo tailandese di cui non abbiamo capito bene il significato ma guardando le foto, adesso che sto scrivendo, mi rendo conto che siamo entrati nel nuovo castello di Berlino, in fase di ricostruzione.

Da Wikipedia: Il castello di Berlino (Berliner Schloss, o Berliner Stadtschloss) era un edificio di Berlino, abbattuto nel 1950. Sorgeva al centro dell’attuale Schloßplatz. Fu residenza dei principi elettori di Brandeburgo, dei re di Prussia e degli imperatori tedeschi. Nel 2003 si è decisa la ricostruzione e l’edificio ospiterà al suo interno, realizzato secondo canoni moderni, strutture museali come il Museo Etnologico, il Museo di Arte Asiatica, la Biblioteca Centrale e Regionale di Berlino e la Humboldt Universität. Ne è prevista l’inaugurazione per il 2019.

Verso le 14:30 arriviamo nella celebre Alexanderplatz, resa ancora più famosa in Italia per via del brano di Milva, cantato poi anche da Battiato. Per prima cosa ci fermiano immediatamente a mangiare qualcosa al McDonald’s per poi fare un rapido giro nella piazza, che non ha nulla di particolare da offrire se non qualche artista di strada e un festival africano a base di cibi e bevande etniche.

Giriamo un po’ dentro al mercatino africano per poi passare alla vicina chiesa di Santa Maria, in tedesco Marienkirche, chiesa protestante principale di Berlino che è sede del vescovo della Chiesa evangelica di Berlino-Brandenburgo-Slesia e Alta Lusazia. Tra i pochi edifici scampati ai bombardamenti, è una grande costruzione in mattoni rossi di stile gotico. Piuttosto sobrio l’interno valorizzato dal settecentesco ricco pulpito barocco.

Nel finale del nostro giro, prima di tornare in hotel, passiamo al Gendarmenmarkt (Mercato dei Gendarmi), una famosa piazza del centro di Berlino, sulla quale si affacciano le chiese gemelle del Deutscher Dom (duomo tedesco) e Französischer Dom (duomo francese), nonché il Konzerthaus (sala dei concerti). La piazza, che ospita anche la statua di Schiller, nel suo insieme ha un eleganza architettonica senza pari ed è considerata una delle più belle di Berlino per l’armonia dei suoi monumenti.

Purtroppo troviamo tutto chiuso, sia le chiese che la sala concerti, per cui, verso le 18:15, ci avviamo alla metro e nel giro di una siamo in camera e dopo una giornata intera trascorsa sotto il sole, mi accorgo di essere diventato un “redneck”, come direbbero gli inglesi, per via del collo completamente rosso.

Usciamo per cena quando sono le 21 e visto che non abbiamo grosse pretese per mangiare, ci accontentiamo del primo ristorante che troviamo vicino all’hotel: Restaurant & Bierhaus Xantener Eck. A dispetto dell’aspetto turistico e del menù in varie lingue, i prezzi non sono eccessivi e le porzioni sono generose, senza che la qualità ne sia penalizzata. Da consigliare.

Finito di mangiare, quando manca un quarto alle 23, decidiamo di andare a visitare il quartiere di Kreuzberg, di cui avevamo sentito parlare molto bene per quanto riguarda la “movida”. Si tratta di un quartiere posto nella ex Berlino Ovest, a sud del centro, che si suddivide informalmente in due parti, dette “Kreuzberg 61” (o SW 61) e “Kreuzberg 36” (o SO 36) dal numero dei vecchi codici postali. In particolare, “Kreuzberg 36” era un quartiere di confine ai tempi del muro e si sviluppò negli anni ottanta come centro della controcultura berlinese, con presenza di punk e di artisti, ma anche come centro della forte immigrazione turca. Il carattere alternativo e multietnico hanno reso “Kreuzberg 36” oggi uno dei centri della vita notturna cittadina.

Devo dire che abbiamo girato un po’ ma non abbiamo trovato niente di interessante, a parte una porzione di muro ancora in piedi. Tornando a prendere la metro, abbiamo deciso di usare la stazione successiva rispetto a quella dove siamo scesi (U-Bhf Schlesisches Tor), percorrendo la Skalitzer Strasse, quella che ci era stata segnalata come via della movida. Ci siamo trovati invece nel mezzo del quartiere turco e, ad un certo punto, anche scarsamente illuminato. Non vedevo l’ora di trovare quella cavolo di stazione della metro e quando siamo arrivati alla Görlitzer Bahnhof, non vedevo l’ora di andarmene, data la quasi totalità dei presenti era, ad occhio e croce, originaria della Turchia.

Rientrati in camera all’1:40, come tradizione passo un po’ di tempo al computer ed alle 3 in punto decido che è ora di andare a dormire.

Foto