Bratislava 1

Venerdì 17 ottobre 2014

Saremmo dovuti partire alla 1:30 ma c’è uno che fa sempre ritardo e nonostante l’occasione importante, ha deciso di non abbandonare certe abitudini. Ci è andata anche bene, essendo riusciti ad andare quando mancavano una decina di minuti alle due.

Nonostante fosse oltre la metà di ottobre, in quei giorni c’era un caldo eccezionale, quasi estivo, e nel mezzo degli appennini, in piena notte, abbiamo registrato temperature di quasi 20 gradi. Sapevamo comunque già cosa ci avrebbe aspettato a Bratislava: una prima giornata di pioggia ed il resto della vacanza con il bel tempo.

Arriviamo al LowCost Parking di Ciampino alle 5 in punto e dopo il disbrigo delle formalità, veniamo accompagnati al G.B.Pastine dalla navetta gratuita.

Inutile dire che a quell’ora dentro l’aeroporto era ancora quasi tutto chiuso ma per fortuna era funzionante il bar. Facciamo una bella colazione e cominciamo l’attesa per l’imbarco che inizierà alle 6:30.

Decollo alle 7:21, in leggero ritardo sull’orario ufficiale e tocchiamo il suolo slovacco, sotto una pioggia battente, alle 8:36.

Usciamo dallo scalo e per andare in hotel prendiamo un taxi, una delle esperienze più brutte della mia vita. Vedevo scorrere il tassametro inesorabilmente e nonostante una mia amica mi avesse detto che lei spendeva di solito sui 6/7 euro, noi eravamo bloccati nel traffico e questo avanzava inesorabilmente 6..10..12..15.. euro.

Alla fine siamo riusciti a ripartire e dopo un paio di minuti, alle 9:20, siamo giunti al Mamaison Residence Sulekova. Costo del taxi: 25,35 euro. Brutto pezzo di merda di un tassista ladro slovacco!

Le camere a nostra disposizione purtroppo non erano ancora pronte e così abbiamo lasciato i bagagli in custodia e siamo usciti subito a prendere contatto con la città, nonostante il tempo incerto con pioggia a tratti.

Facciamo un paio di centinaia di metri, quelli che ci separano dal centro storico e la prima cosa di interessante che troviamo è la Chiesa dei Cappuccini, che si trova nella Zupne Námestie, poco fuori dal confine della città vecchia di Bratislava, alla sinistra se si lascia la città dalla Porta di San Michele.

Costruita nel 1717, è dedicata a Santo Stefano d’Ungheria, nulla a che vedere con la Stephansdom di Vienna. Fuori dall’ingresso, nel sagrato, c’è un monumento con una grossa colonna, dedicata alle 3.800 vittime della grande peste dell’inizio del XVIII secolo, mentre una statua dedicata al santo completa la facciata della chiesa. Semplici ma molto belli gli interni con un altare maggiore dipinto splendidamente.

Usciamo dalla chiesa e proseguiamo il nostro cammino, mentre inizia a scendere una leggera pioggerellina che diventa via via sempre più insistente, fino a farci fermare all’interno di un porticato perché era impossibile proseguire. Eravamo in Michalská, una delle principali vie turistiche e trovare degli ombrelli è stato facilissimo, visto che ne erano provvisti tutti i negozi di souvenir. Io, che avevo visto le previsioni, lo avevo portato da casa.

Muniti di ombrello, possiamo finalmente ripartire e dopo pochi minuti arriviamo alla piazza.

La Hlavne namestie, piazza principale di Bratislava, ospita il vecchio municipio, un bell’edificio in pietra che è il più antico e caratteristico della città. La Torre angolare risale al XII secolo ma il suo aspetto risale al 1773 quando la facciata fu ricostruita in stile barocco in seguito ad un devastante incendio. Creato dall’unione di diversi edifici, la struttura principale adiacente alla torre e di fronte alla piazza principale è stata costruita dal sindaco della città Jacobus II, l’edificio è stato utilizzato come municipio dal 15° secolo fino alla fine del 19° secolo. Da osservare le bellissime le tegole del tetto, le volte gotiche e il giardino interno, dove è conservata una preziosa cappella gotica con affreschi originali. Il vecchio municipio oggi è la sede del museo civico, fondato nel 1868, dove la ricca storia della città di Bratislava viene ricordata e fatta conoscere ai numerosi turisti che ogni anno lo visitano.

Tra gli oggetti esposti figurano anche armi e armature antiche, strumenti di tortura, dipinti e miniature. Una delle sue curiosità di questo edificio è la palla di cannone incastonata nella parete della torre esplosa dai soldati di Napoleone nel 1809 durante il bombardamento della città.

Nel frattempo siamo arrivati alle undici ed essendo in giro dalle due di notte, cominciava a farsi sentire un po’ di fame. L’abbiamo spenta sul nascere al solito McDonald’s, dove una volta seduti è difficilissimo rialzarsi. La spiegazione è semplice, vado al Mac solo in vacanza dove di solito si fanno delle grandissime camminate. In questo contesto, la pausa panino serve anche per riposare piedi e schiena, molto sollecitati.

Usciamo dal fast food e la pioggia, invece di smettere, aumenta di intensità ma ormai le nostre camere sarebbero dovute essere pronte, per cui, apriamo gli ombrelli e ci incamminiamo verso il Mamaison Residence Sulekova, dove arriviamo quando manca in quarto alle tredici. Sbrighiamo le operazioni di registrazione, prendiamo le chiavi, saliamo al piano indicato e quando apro la porta della camera rimango sbalordito. Avevo letto che sarebbe dovuta essere molto spaziosa ma non avevo assolutamente idea che fosse un vero e proprio appartamento, con tanto di cucina, bagno e toilette separati e addirittura, oltre al classico box doccia, anche la vasca da bagno.

Per fare un esempio, solo il bagno, era grande come tutta la camera dell’hotel dell’ultima vacanza a Copenhagen, che tra l’altro abbiamo pagato quasi il triplo. I LOVE BRATISLAVA!

Usciamo di nuovo alle quattro e mezza e ci dirigiamo verso la stazione ferroviaria (Železničná stanica), dove volevo andare a vedere gli orari ed il prezzo per il treno che avremmo dovuto prendere il giorno successivo, per andare a Vienna, da cui la capitale Slovacca dista solo una ottantina di chilometri.

Sbrighiamo rapidamente la questione “treno per Vienna” e tornando verso il centro, decidiamo di andare a vedere il Memoriale di Slavin, un monumento commemorativo nonché cimitero per i soldati dell’Armata Rossa che caddero nell’aprile del 1945, durante la Seconda guerra mondiale, per liberare la città di Bratislava dalle truppe della Germania nazista.

Dato che si trovava sulla sommità di una collina e che l’obelisco di per sé era già molto alto, trovarlo è stato facilissimo. La cosa difficile però è stata raggiungerlo, visto che sembrava più vicino di quello che era effettivamente e che soprattutto, la strada era tutta in salita. Alla fine, dopo aver pensato seriamente di abbandonare, alle 18 siamo arrivati al memoriale.

Progettato dall’architetto Jan Svetlik, il monumento fu costruito tra il 1957 ed il 1960 ed inaugurato in occasione del 15° anniversario della Liberazione di Bratislava, nel 1960. Successivamente, il memoriale di guerra sovietico è stato dichiarato Monumento culturale nazionale. La sua presenza è per gli abitanti di Bratislava fonte di sentimenti contrastanti. Benché infatti, i lunghi anni di regime comunista siano ancora vivi nel ricordo degli Slovacchi, essi riconoscono tuttavia, il sacrificio dei soldati russi e dei popoli sovietici che si opposero e contrastarono il nazismo.

Il colle su cui domina il lo Slavín offre inoltre, un angolo di tranquillità nel cuore cittadino e dalla terrazza del monumento si gode un incantevole panorama su Bratislava il che rende questo posto molto ricercato da turisti e non. Grazie al bel parco che lo circonda, lo Slavín è anche un luogo perfetto per passeggiare piacevolmente lontano dal trambusto della città.

Quando è stato il momento di tornare, abbiamo scoperto che lo Slavin, era proprio sopra il nostro hotel e che raggiungerlo dal Mamaison Residence era un gioco da ragazzi. Le cose purtroppo si scoprono sempre dopo.

Alle 18:40 siamo tornati in hotel per riposarci dalla lunga scarpinata e prepararci per la serata. Ne siamo usciti di nuovo alle 20:15 che sarebbero dovute essere le 20 ma qualcuno evidentemente aveva difficoltà nel leggere l’orologio. Ci buttiamo in centro ed andiamo a mangiare in un posto che mi aveva consigliato un’amica, il Ventúrska Klubovňa.

Buon posto in un angolo, nella città vecchia, con un sacco di posti a sedere all’aperto e coperte per quando la temperatura scende. Anche dentro il locale è molto grande e diviso in diverse sale. Non saprei dire se il cibo sia tutto così ma quello che abbiamo mangiato noi era buonissimo e ad un prezzo più che ragionevole. Abbiamo dovuto attendere un pochino ma neanche troppo, considerato che era pieno di gente. Ottimo locale che consiglio vivamente.

Usciamo dal pub alle 22:20 e dopo un giro per il centro, quando mancavano 10 minuti a mezzanotte eravamo in hotel. Il classico aggiornamento dall’Italia con la lettura delle notizie online ed a mezzanotte e mezza mi sono messo a dormire

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