Francoforte 1

Venerdì 26 giugno 2015

Partiamo presto ma non prestissimo, alle 6:30 di venerdì 26 giugno, per essere all’aeroporto due ore prima del volo, come da prassi. Arriviamo in perfetto orario sulla tabella di marcia, quando mancano pochi minuti alle 8 e decolliamo senza nessun problema di sorta, alle 9:58.

Atterriamo all’aeroporto di Hahn quando sono le 11:36, usciamo il più presto possibile in cerca dell’autobus ed avevo fatto anche i biglietti per risparmiare del tempo ma purtroppo, il primo disponibile era alle 12:30, così ne approfittiamo per mangiare qualcosa. Ricordo che Hahn dista circa 120 chilometri da Francoforte e l’autobus ci impiega un’ora e mezza.

Nonostante fossimo in Germania, all’arrivo dell’autobus c’è stato un vero e proprio assalto, come in una città italiana qualsiasi e visto che c’eravamo, ci siamo fatti rispettare ed abbiamo lottato anche noi, entro certi limiti.

Arriviamo a Francoforte poco prima delle 14:30 e in una decina di minuti siamo riusciti a trovare e raggiungere l’hotel. Facciamo il check-in, prendiamo possesso della camera ed alle 15:45 siamo usciti in cerca di qualcosa da mangiare. Nonostante Simone sia spesso difficile da accontentare, visto che se fosse per lui mangerebbe da Vissani a pranzo e cena, siamo andati al primo McDonald’s che abbiamo trovato, dentro la stazione centrale, vicinissimo all’hotel Everest.

Passiamo il pomeriggio girando per la città, senza una meta precisa, principalmente sulla via dei negozi, la famosa Zeil e dopo una lunga scarpinata, siamo arrivati anche nel quartiere di Sachsenhausen, noto per la vita notturna, giusto per sapere dove si trovasse e non perdere tempo a cercarlo più tardi, quando saremmo usciti.

Torniamo in hotel alle 19:15, rigorosamente in taxi (eravamo oggettivamente troppo lontani per farla a piedi) per uscire di nuovo dopo un’ora e mezza, senza perdere troppo tempo a riposarci. La vacanza non è fatta per dormire!

Giriamo cercando un ristorante e per un motivo o per l’altro non riusciamo a sceglierne uno che ci piaccia. Arriviamo così nel cuore della città vecchia, il famoso Römerberg, ed il bisogno di mangiare cominciava ad essere impellente. Gli ultimi due ristoranti visitati avevano chiuso la cucina e quando abbiamo visto gente mangiare fuori da una birreria, ci siamo fiondati. Per fortuna erano ancora aperti anche se non ancora per molto e nonostante fossero le 23 ci hanno fatto mangiare.

Messo a posto lo stomaco, proseguiamo la serata con una passeggiata, fino ad arrivare nel posto che avevamo visto nel pomeriggio, il quartiere di Sachsenhausen, con i suoi stretti vicoli in pietra e oltre 100 locali tradizionali dall’atmosfera accogliente che invitano a gustare un bicchiere di sidro di mele fatto in casa. Gli abitanti di Francoforte siedono insieme ai turisti nei locali e nei ristoranti tipici del quartiere e amano intrattenersi sui temi più svariati dell’esistenza umana.

A noi non frega niente delle tradizioni e visto che avevamo pasteggiato a birra, per diversificare ci siamo presi due cocktail. Verso le 2 decidiamo di rientrare, cerchiamo quindi un taxi e dopo un quarto d’ora si era in hotel. Come al solito, dopo due minuti, Simone già russava mentre io ho passato un’oretta al computer per aggiornarmi sui fatti accaduti in Italia e per preparare l’itinerario per il giorno successivo.

Foto