Kiev 5

Lunedì 4 novembre 2013

L’intenzione di dormire almeno centoventi minuti, purtroppo vanifica quando alle 2:40 mi arriva un messaggio dalla compagnia dei taxi. Mi si ricordava che alle 3 in punto sarebbe arrivata l’auto e mi veniva comunicato il suo numero di targa.

A causa di un tragico errore, Katerina aveva capito male l’orario e mi aveva prenotato il taxi con un’ora di anticipo, alle 3 invece che alle 4. Quando la rivedo la uccido!

Mi sono preparato rapidamente ed al successivo messaggio, 5 minuti prima di arrivare sotto casa, avevo già iniziato a scendere. Il taxi arriva perfettamente in orario, anche perché a quell’ora c’era solo lui in giro per strada ed arriviamo in aeroporto alle 3:15, con larghissimo anticipo. L’aereo sarebbe partito alle 6:05 e sarebbe stata una lunghissima attesa.

Passo il tempo girando curiosamente per l’aeroporto, visto che se mi fossi seduto sarei sicuramente caduto in letargo.

Era la seconda volta che partivo dallo Zhuliany e quella precedente era poco più di un grande container e senza un minimo di servizi e/o organizzazione. Ricordo che per la consegna dei bagagli non c’era il classico rullo bensì una saletta, con un lato aperto sulla pista, dove gli addetti si avvicinavano col carrello e riponevano le valige manualmente su degli scaffali dove ognuno dei passeggeri poteva entrare a prendere la propria.

Non so se questo nuovo aeroporto sia sfruttato adeguatamente ma sicuramente è molto grande, bello e funzionale, con tutte le cose a posto. Il vecchio inoltre non aveva nemmeno un minimo di parcheggio, c’erano pochi posti auto e nessuno per mangiare, a parte uno sfigatissimo bar sotto un tendone.

Alle 6 finalmente riesco a mettermi seduto sull’aereo e guardando fuori dal finestrino, non potevo credere ai miei occhi, stava iniziando a piovere.

Non è che ci fosse stato sempre il sole durante la vacanza ma comunque non avevamo mai avuto la pioggia. E’ incredibile che inizi a piovere solo una volta entrato all’interno dell’aereo, ormai al sicuro. Tempismo perfetto!

Devo dire che questa cosa meravigliosa mi era già accaduta un paio di volte, di cui una in Norvegia, in un inizio giugno di qualche anno prima. Avemmo delle caldissime giornate di sole durante il soggiorno ed iniziò a piovere quando eravamo sulla scaletta del volo di ritorno. Più o meno la stessa cosa sempre a Kiev, quando dopo 4 giorni senza fenomeni atmosferici di rilievo e temperature intorno ai 5 gradi, iniziò a nevicare una volta che fummo sulla scaletta dell’aereo di ritorno e dopo un paio di giorni c’erano -20 centigradi!

Tornando a noi.. decolliamo alle 6:20, con un quarto d’ora di ritardo sull’orario ufficiale e tocchiamo terra a Treviso alle 8:39 ucraine che in Italia diventano le 7:39, sei minuti in anticipo.

Sbrigo tutte le formalità, dal controllo documenti al ritiro dei bagagli ed esco, in pessime condizioni, a ritirare la macchina al parcheggio.

Parto dell’aeroporto alle 8:30 e dopo una piccola pausa per la colazione al primo bar che incontro, mi rendo conto che nel telefono che mi è stato rubato c’era anche il navigatore che mi avrebbe dovuto riportare a casa. Più o meno mi ricordavo la strada ma sarai andato incontro al rischio concreto di sbagliare qualcosa.

Ad un certo punto mi si accende la lampadina e ricordo che nel vecchio telefono che avevo con me, uno smartphone del 2006, nonostante non lo usassi da un paio d’anni, avevo ancora il Tomtom ed ho pregato perché funzionasse ancora.

Devo dire che questa volta la fortuna mi ha assistito, visto che il navigatore si è avviato regolarmente e nonostante le mappe non fossero aggiornatissime, le autostrade erano più o meno le stesse e sono potuto ripartire tranquillo.

Per colpa mia, nonostante il Tomtom, sono stato capace di sbagliare una deviazione ed ho dovuto allungare il percorso di una decina di km ma questo non è stato il problema il maggiore.

Con una sola ora di sonno sulle spalle, sommata alla stanchezza del viaggio in aereo, avrei dovuto guidare da solo per più di 430 km. Ero sicuro sarebbe stata la mia fine.

Sono partito senza nessun problema particolare di stanchezza ed ero pronto a fermarmi appena ne avessi avuto la necessità. Devo dire che ho guidato per un bel po’ di chilometri prima di accusare la stanchezza ma quando è successo, quasi non riuscivo a raggiungere l’ autogrill successivo.

Ho fatto una pausa in una piazzola di sosta lungo l’autostrada e sono anche sceso, cercando di prendere un po’ d’aria ma una volta ripartito, poco dopo ho avuto lo stesso problema.

Riuscito ad arrivare ad un autogrill ho provato anche a dormire ma senza risultati apprezzabili ed alla fine ho preso un caffè (che non prendo mai) e sono partito.

Ho tenuto duro e con molta sofferenza, alle 13:50 sono riuscito ad arrivare a casa sano e salvo (più salvo che sano).

Foto