Kiev 7

Martedì 14 agosto 2012

Mi sono svegliato alle 8:30 ma con quel tempaccio non se ne parlava di uscire. Pioveva infatti, quasi ininterrottamente, dal giorno precedente.

All’una, sull’orlo di una crisi di nervi, provo a mettere un piede fuori. Mi vesto per affrontare la pioggia, il vento ed i 13 gradi di temperatura esterna e mi dirigo in Kreshatik (Хрещатик), dove per il forte vento, c’erano le onde anche nelle pozzanghere. Verso le 14 mi fermo a pranzare al Puzata Hata (Пузата Хата) e parlando al telefono con Katerina, scopro che nei paraggi c’è il museo di arte moderna (Pinchuk Art Centre) che, in una giornata come quella, era una vera manna dal cielo. Avere un posto con qualcosa da vedere, dove non piove e non fa freddo.. non ha prezzo.

Trovandomi a mangiare vicino all’Arena, uscito dal ristorante è stato semplicissimo trovare il museo perché era praticamente di fronte.

Una volta entrato ho maledetto il divieto di fare le foto perché, trattandosi di arte moderna, tra le molte opere ed installazioni belle ed interessanti, c’erano veramente delle cagate mostruose che meritavano di essere immortalate.

Pinchuk Art Center è una galleria d’arte moderna nel centro di Kiev. La posizione è assolutamente centrale, nei pressi dell’Arena, con spazi ridisegnati per dare maggior risalto alle varie opere in esposizione. Cambia spesso contenuti e mostre e l’ingresso è solitamente gratuito. Al suo interno ho potuto vedere molte opere di Anish Kapoor, scultore ed architetto indiano, per via della “Solo Exhibition” a lui dedicata in quelle settimane. C’era anche un’opera dell’italiano Maurizio Cattelan, intitolata “Ave Maria”. Lo Skybar all’ultimo piano è un posto meraviglioso, tutto bianco, dalle pareti ai tavoli, alle sedie con ottima musica ed una bella vista sul centro città.

Sono uscito dall’interessante museo alle 15:30 e con la pioggia che non accennava a diminuire, non ho trovato niente di meglio da fare che ripararmi in qualche negozio di Kreshatik, scegliendo quelli più grandi, tipo Zara e Terranova. Alle cinque sono tornato in appartamento e vaffanculo alla pioggia!

Resto chiuso in casa fino alle 21, quando affacciandomi alla finestra vedo che ha smesso finalmente di piovere. A questo punto posso uscire tranquillo, già “mangiato”, a fare qualche foto.

C’erano pochissime persone in giro ed essere in vacanza da solo, in questo caso, era molto positivo. Potevo infatti fermarmi a fare tutte le foto che volevo senza annoiare o dovere rendere conto a nessuno.

I principali monumenti di Kiev sono vicini al mio appartamento ed inizio il tour fotografico dalla chiesa di San Michele (Михайловська церква), proseguo con il maestoso palazzo del Ministero degli Esteri, scendendo fino a Sant’Andrea (Андріівський собор ) dove la presenza di diversi cani randagi un po’ mi inquieta.

Dopo il reportage dall’Андріівський собор (Duomo di Sant’Andrea) situato nell’omonima discesa, torno sopra, verso la cattedrale di Santa Sofia (Софійський собор) dove arrivo dieci minuti prima delle 23. L’orario è importante perché alle undici si spegne l’illuminazione dei monumenti ma per fortuna, la mia nuova fotocamera ha un obbiettivo talmente luminoso che riesce a vedere la luce anche dove non c’è!

Proseguo per la via della cattedrale, in direzione della “Porta d’oro” (Zoloti Voroda) dove a metà strada, trovo un bellissimo palazzo, tutto illuminato che non voglio perdermi. Piazzo il cavalletto, faccio solo un paio di scatti quando, nella desolazione di quella via deserta, esce fuori un militare che mi chiede spiegazioni. Cavolo che paura che mi ha fatto prendere!

Appena l’ho visto ho pensato che volesse estorcermi del denaro, come sono soliti fare con i turisti ma per fortuna questo era uno serio e voleva solo accertarsi di cosa stessi facendo. Tengo per buone le due foto che avevo già fatto e decido di cambiare aria, proseguendo verso la “Porta d’oro” ed il teatro dell’Opera a seguire.

Da internet: Zoloti Vorota è stato costruito da Yaroslav il Saggio, principe di Kiev, tra 1017 e il 1024. Era l’ingresso principale nella grande città di Kyiv ed era praticamente inespugnabile. Le varie tribù nomadi che a più riprese hanno tentato l’assalto, sono sempre state respinte, fino al 1240, quando Batu Khan, condottiero mongolo nipote di Gengis Khan, trovando un varco in un’altra zona, riuscì ad entrare in città e distruggere Zoloti Vorota dall’interno. Nella metà del XVIII secolo, i resti dell’antica Zoloti Vorota sono stati sotterrati e sostituiti da una nuova fortificazione e le antiche rovine sono state riportate alla luce e restaurate dagli archeologi solamente molti anni dopo. Nel maggio del 1982, in occasione delle manifestazioni per l’anniversario dei 1500 anni di Kiev, è stato inaugurato un museo con gli oggetti legati alla storia della vecchia Kiev, gli arnesi della vita quotidiana, le armi e altri oggetti che sono stati scoperti nel corso di scavi archeologici in quella zona.

Chiudo la sessione fotografica scendendo in Хрещатик (Kreshatik) e tornando verso l’appartamento, mi fermo a fare qualche scatto al Maidan Nezalezhnosti (Майдан Незалежності). All’una in punto sono a casa e visto che mi sembrava presto per dormire, mi faccio rapire dal computer per qualche ora.

Foto