Lituania e Lettonia 9

Mercoledì 14 agosto 2013

Ci alziamo alle 8:40 e poco dopo scendiamo per fare colazione, rimanendo piacevolmente sorpresi di trovare uno dei buffet più ricchi che abbia mai visto nelle mie colazioni negli hotel.

L’occhio, anche se meno rispetto alla sera prima, era ancora gonfio e dolorante e così ho chiamato Audra che gentilissima, è passata al nostro hotel e mi ha accompagnato dall’ottico, all’interno della farmacia dell’Akropolis (catena di centri commerciali lituana). Il dottore non ha fatto altro che darmi un collirio più adatto alla mia situazione perché quello che avevo utilizzato la sera prima era troppo blando.

Veniamo quindi riaccompagnati in hotel e non facciamo altro che scendere dalla sua auto, prendere nostra e ritornare al centro commerciale. Le condizioni climatiche purtroppo non permettevano di passeggiare per la città, essendoci vento fortissimo e pioggia.

L’Akropolis è una catena di centri commerciali del gruppo Maxima, presente oltre che in Lituania anche Estonia, Lettonia, Polonia e Bulgaria. Dentro c’è di tutto, bar, ristoranti di vario genere, abbigliamento, gioielli, elettronica, sportelli bancari, negozi di articoli per la casa, fai da te ed anche cinema e bowling. Un posto ideale per passare il tempo quando l’inverno lituano non permette di stare all’aperto per più di pochi minuti.

Dopo aver girato in lungo e largo all’interno del centro commerciale, all’una e un quarto ci affacciamo di fuori e vediamo che ha smesso di piovere così prendiamo l’auto ed andiamo in centro, dove, cartina turistica alla mano, iniziamo il giro delle attrazioni di Klaipeda.

Iniziamo con la piazza del teatro, il cuore della città. Al centro di essa c’è una fontana con la scultura di Anna da Tharau, dedicato a Simon Dach, poeta tedesco nato a Klaipėda. Anna era la ragazza di cui il poeta si innamorò che tuttavia era fidanzata con un altro uomo. Simon Dach dedicò una poesia a lei e l’ha chiamata ‘Ann da Tharau’, che è ancora molto popolare in Germania, Austria e Svizzera.

La fontana con la scultura della ragazza e il bassorilievo del poeta, sono stati creati nel 1912 dallo scultore di Berlino, Alfred Kune. Durante la seconda guerra mondiale, la scultura scomparve. Fu ricostruita nel 1990 su iniziativa degli abitanti della città e degli emigranti.

L’edificio dietro la scultura è il Teatro Drammatico, un bell’edificio in stile neoclassico, costruito nel 1857, danneggiato durante la guerra e da allora più volte ristrutturato. Dal balcone del teatro, nel 1939, Hitler annunciò l’annessione di Memel (nome tedesco di Klaipeda) alla Germania.

Proseguiamo la nostra passeggiata ed incontriamo, in Aukštoji Gatvé (Via Alta), il più antico ed il più bel magazzino a graticcio (arte popolare di costruzione delle case tipica dell’Europa centrale).

Andiamo avanti per le stradine della old city e ci imbattiamo in un drago, sulla parete di una casa. Si tratta di un opera in acciaio e bronzo, di 145 kg e lunga 320 cm, dell’artista Vytautas Karčiauskas che rappresenterebbe la leggenda da cui è nato il nome delle città. In breve, c’erano due fratelli che stavano cercando un posto per fondare una città, uno scelse la via lungo il fiume e l’altro il percorso più vicino, attraverso una palude ma purtroppo morì. Quando l’altro fratello tornò a cercarlo trovo solamente delle ‘orribili impronte’ (presumibilmente del drago) che in lituano si traduce ‘klaiki peda’, da cui Klaipeda. In quel posto, in memoria del fratello scomparso, egli costruì la città.

Arriviamo poi alla Jono Kalnelis (collina di Giovanni), una parte delle fortificazioni di Klaipeda risalente al 1627-1629, rimasta ancora intatta, sebbene ristrutturata tra il 1994 ed il 1997. Si tratta di una collinetta in mezzo ad un piccolo specchio d’acqua, collegata con un piccolo ponte, dove in estate si tengono spesso delle feste o anche dei piccoli concerti.

Camminando lungo il Dané, il fiume che attraversa la città, avevamo segnato sulla mappa che avrebbe dovuto esserci un veliero chiamato ‘Meridian’, costruito nel 1948 in Finlandia, concepito come nave scuola ma adesso divenuto un ristorante. Incredibilmente non lo abbiamo trovato e chiedendo informazioni ad Audra, abbiamo scoperto che era in ristrutturazione da qualche tempo e che, per vederlo, saremmo dovuti ritornare.

Abbiamo visto poi una casa gialla, lungo la riva del fiume, costruita nel XIX secolo, che sarebbe dovuta essere la sede della prima banca di Klaipeda, una scultura in bronzo poco distante, intitolata ‘Le vedute della città’ e per concludere ‘il Topolino Miracoloso’ e il gatto di granito con la faccia fa gentiluomo.

Per concludere, prima di riprendere la macchina, abbiamo visto anche il palazzo comunale ed il monumento Arka.

Il Klaipėdos Rotušė (municipio di Klaipeda) è un edificio storico di stile neoclassico, costruito tra il XVIII e il XIX secolo, dove durante le guerre napoleoniche, ha vissuto temporaneamente (1807-1808) il re di Prussia Federico Guglielmo III e la regina Luisa.

Il monumento Arka (L’Arco), è stato inaugurato nel 2003 per commemorare gli ottant’anni dell’unione della regione di Klaiepda al resto della Lituania. Nella parte superiore è incisa una frase dello scrittore Simonaitytės che dice: ‘Noi siamo una nazione, una terra, una Lituania’.

Mancano dieci minuti alle quattro quando lasciamo il centro e torniamo verso l’hotel, fermandoci prima a mangiare un panino veloce al McDonald’s nei pressi dell’Akropolis. Usciti dal ristorante passiamo velocemente in hotel ed andiamo poi subito agli imbarchi, a due passi dalla nostra sistemazione, per prendere il primo traghetto per la penisola di Neringa.

Si tratta di una sottile striscia di terra che si stende per 98 km e separa la laguna dei Curi dal Mar Baltico. Politicamente è divisa a metà tra la Lituania e la Russia. Il punto più largo misura 3,8 km e si trova presso Nida nella parte lituana, mentre il punto più sottile è rappresentato da un istmo alla base della penisola, presso il paese russo di Lesnoje, che misura 380 m di larghezza.

La penisola è costituita esclusivamente da sabbia ed è caratterizzato da enormi dune mobili alte fino a 60 metri, che nei secoli passati hanno letteralmente inghiottito interi paesi. La grande duna di Nida in Lituania è una delle maggiori d’Europa e viene anche chiamata il ‘Sahara della Prussia Orientale’.

Per la sua rara bellezza paesaggistica, l’UNESCO, nel 2000 ha iscritto la penisola tra i Patrimoni dell’Umanità. L’ecosistema delle dune è oltretutto minacciato, dalla parte russa, dall’urbanizzazione selvaggia e dal disboscamento. La penisola di Neringa è popolata da alci, caprioli, volpi e cinghiali, nonché 900 varietà di piante; è anche un’importante luogo di sosta per oltre un milione di uccelli migratori.

Riusciamo ad imbarcarci quasi subito, con il traghetto delle 16:50 e dopo una traversata di dieci minuti ci troviamo nella stupenda oasi naturalistica. La nostra destinazione era la città di Nida, distante quasi 50 km dagli imbarchi ed appena scesi con l’auto, abbiamo preso l’unica strada e ci siamo incamminati.

Durante il percorso tra i boschi, credo che abbiamo registrato la temperatura più bassa della nostra vacanza, toccando quota 12,5 gradi.

Ad un certo punto c’è un blocco, una specie di casello autostradale, dove bisogna pagare un pedaggio per poter continuare. La cosa non è semplicissima e la gente trova difficoltà per capire il funzionamento ed inserire i soldi nel totem automatico, così si forma una leggera coda. Alla fine riusciamo a ripartire ed alle 18 in punto arriviamo a destinazione, la città di Nida.

La pioggia che ci aveva accompagnato durate buona parte del percorso, poco prima del nostro arrivo per fortuna sembra fermarsi e quando scendiamo dall’auto, l’unico problema era quello delle pozzanghere e del fastidiosissimo vento che associato alla temperatura non propriamente estiva, rompeva proprio le palle.

Parcheggiamo a due passi dal centro informazioni ma la puntualità svizzera di questi lituani, fa si che alle 18:01 era già tutto chiuso e non possiamo prendere materiale per muoverci informati nella stupenda cittadina. Facciamo un giro a piedi, restando incantati dalle bellissime case colorate, tutte con recinto di legno e giardino da cartolina.

Arriviamo al porticciolo, facciamo un corposo servizio fotografico e proseguiamo passeggiando tra le bancarelle della via pedonale all’interno del paese, tra qualche bar e molti negozi di souvenir.

Alle 19 torniamo all’auto e terminiamo la nostra visita di Nida. Nella strada per raggiungere gli imbarchi, ci fermiamo a fare qualche foto a delle specie di monumenti in legno di cui avevamo letto nella guida ed arriviamo al traghetto alle 20:10, giusto in tempo per farci chiudere il cancello davanti. La macchina prima di noi si era imbarcata e poi non c’era più posto. Nulla di grave, solo che abbiamo perso venti minuti, visto che il traghetto successivo sarebbe partito alle 20:30.

Siamo arrivati in hotel alle 20:45, stanchi per la giornata molto intensa ma abbiamo avuto giusto il tempo per fare una doccia ed alle 21:45 siamo usciti di nuovo per vederci con Audra e Laura, con le quali avevamo appuntamento alle 22.

Ceniamo al Friedricho Pasazas dove, nonoste fosse un po’ tardi, non mi faccio tanti problemi ‘digestivi’ e divoro una succulenta bistecca di maiale con contorno di patate arrosto.

Finito di cenare facciamo un giro per la città e vediamo le ultime cose che ancora ci mancavano, tra cui il fantasma che esce dall’acqua (Juodasis Vaiduoklis), una scultura in bronzo di 2,4 metri di altezza. Secondo la leggenda, nell’anno 1595 una guardia del Castello di Klaipeda, ha visto un fantasma soprannaturale. Il suddetto fantasma avvertì la guardia che le forniture di grano e legname sarebbero state insufficienti e proprio come apparve, misteriosamente svanì.

A mezzanotte salutiamo le nostre amiche che però, visto che avrebbero fatto il weekend successivo a Vilnius, probabilmente avremmo rivisto. Alle 0:20 siamo arrivati in hotel e dopo il consueto giro su internet, alle 3 mi sono messo a dormire.

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