Londra 2

Sabato 28 febbraio 2015

Sveglia alle 7:45, barba, colazione e alle nove usciamo.

Giornata tipicamente inglese con cielo grigio tinta unita ma per fortuna senza pioggia. Decidiamo di cominciare dalla Torre di Londra ed il modo migliore per raggiungerla, non volendo iniziare la giornata con una lunga camminata, è con la metro che abbiamo proprio vicino all’hotel.

Ci facciamo fustigare per bene alla biglietteria automatica, con 4,80 sterline di biglietto e dopo un paio di coincidenze (a causa di linee chiuse per lavori) alle 10:10 sbuchiamo alla luce del sole alla fermata di Tower Hill, che ovviamente è solo un modo di dire visto che il cielo è tutto grigio.

L’intenzione, oltre alla già citata Tower of London, sarebbe stata anche quella di salire sullo Shard, nonostante il costo del biglietto esorbitante ma visto che la sommità del grattacielo era immersa nella nebbia, sarebbe stato inutile spendere quasi 40 euro per andare a vedere Londra dall’alto, senza effettivamente poter vedere nulla.

Alle 10:45 entriamo quindi alla Torre di Londra, lasciando l’opzione Shard, in caso di miglioramento delle condizioni climatiche, per quando saremmo usciti. Costo del biglietto 22 sterline.

Da Wikipedia: La Torre di Londra (in inglese Tower of London) è un complesso costruito nel Medioevo (1078) e composto da diversi edifici fortificati che nel tempo sono stati usati come fortezza, polveriera, palazzo reale e prigione per detenuti di famiglie nobili. La Torre di Londra è protetta dai Beefeaters, nomignolo che sta per Yeomen Warders (nome completo: “Yeomen Warders of Her Majesty’s Royal Palace and Fortress the Tower of London”) ed è annoverata fra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO dal 1988.

Nonostante fossi stato diverse volte a Londra, non ero mai entrato nella fortezza e in questo viaggio ho voluto colmare la lacuna ed abbiamo girato in lungo e largo per tutti gli edifici, le stanze ed lungo il perimetro delle mura di cinta.

L’attrazione principale del complesso fortificato è data indubbiamente dai gioielli della regina ma credo riscuota molto successo tra i visitatori anche l’armeria della torre, con l’esposizione di statue a grandezza naturale, con indosso un’armatura, in sella a cavalli di legno.

Siamo passati poi per la stanza delle torture ma gli strumenti di dolore non erano molti e comunque poco valorizzati e male illuminati. Ciò che si vedeva meglio erano delle raffigurazioni di torture appese al muro, quando secondo me, sarebbe stato meglio mettere qualche bel manichino all’interno di qualche macchina.

Usciamo dalla torre verso le 13 e visto che lo Shard era sempre immerso nella nebbia, dopo le immancabili foto con il Tower Bridge, ci siamo incamminati sul lungofiume per tornare verso il centro.

Siamo passati per la St.Paul Cathedral e l’avremmo anche visitata se fosse stato gratis ma visto che si pagava ed anche profumatamente, l’abbiamo solo fotografata ed abbiamo tirato dritto.

Da Wikipedia: Saint Paul è una delle due cattedrali anglicane di Londra (l’altra è quella di Southwark), ubicata in Ludgate Hill, nella City. Chiesa madre della diocesi anglicana di Londra, l’imponente edificio è considerato il capolavoro dell’architetto Christopher Wren. È il secondo edificio religioso per dimensione in Gran Bretagna dopo la cattedrale di Liverpool.

Nel frattempo si erano fatte quasi le 15 ed appena ci è capitato a tiro un McDonald’s, siamo entrati al volo. Saliti al piano superiore, mi sembrava tutto come già visto, avevo la sensazione di conoscere già quel posto ed appena sono tornato a casa, sono andato a cercare le foto dei precedenti viaggi ed in effetti, senza saperlo, avevamo addirittura mangiato nello stesso tavolo. Déjà vu.

Ne usciamo dopo una quarantina di minuti, non perché avessimo mangiato come maiali ma perché nei McDonald’s c’è il wifi gratuito e soprattutto, spesso, delle sedie molto comode.

Nel nostro cammino di avvicinamento, ad un certo punto arriviamo ad un altro dei posti da non perdere di Londra: Covent Garden.

Anche se gli anni passano e le attività all’interno cambiamo Covent Garden resta un posto magico, nonostante le molte persone, l’atmosfera rimane sempre tranquilla non confusionaria e si possono ascoltare i vari artisti che si susseguono gustando un the o qualche dolcetto. Buona scelta anche la sera per una cena in uno dei ristoranti che si trovano all’interno. Fuori l’atmosfera è sicuramente più vivace pieno di artisti di strada e vari pub in perfetto stile inglese. Merita sicuramente una visita, anche per una semplice passeggiata, in un ambiente piacevole da girare pieno di vetrine interessanti.

Dopo aver visitato la parte coperta, siamo usciti fermandoci qualche minuto, presi da un novello Houdini. Nonostante uno degli spettacoli più vecchi del mondo, eravamo rapiti da quell’omuncolo mezzo nudo che mentre si faceva incatenare, faceva sganasciare dalle risate con scherzi e battute nei confronti dei due suoi aiutanti scelti dal pubblico. Ovviamente il numero consisteva nel liberarsi dalle catene ed ovviamente, come sempre negli ultimi 40 anni, non ricordo mai una volta che non fosse riuscito.

A brevissima distanza dal Covent Garden c’è un altro “must” della capitale inglese, ossia la National Gallery.

Da Wikipedia: La National Gallery di Londra, fondata nel 1824, è un museo che, nella sua sede di Trafalgar Square, ospita una ricca collezione composta da più di 2.300 dipinti di varie epoche, dalla metà del XII secolo al secolo scorso. La collezione appartiene al popolo britannico e l’ingresso alla collezione principale permanente è gratuito, anche se talvolta è richiesto il pagamento di un biglietto per accedere ad alcune esposizioni speciali.

Inizialmente la collezione della National Gallery era piuttosto modesta; a differenza di musei come il Louvre di Parigi o del Museo del Prado di Madrid non ha avuto origine dalla nazionalizzazione di precedenti collezioni d’arte principesche o reali. Fu invece fondata quando il Governo del Regno Unito acquistò 36 dipinti dal banchiere John Julius Angerstein nel 1824. Dopo quella prima acquisizione il museo fu ampliato e migliorato soprattutto grazie all’opera dei suoi primi direttori e a donazioni da parte di privati, che a tutt’oggi rappresentano i due terzi della collezione.

Contando più di duemila opere esposte, ha il punto di forza nel possedere almeno un’opera di praticamente qualsiasi grande maestro europeo, dal medioevo al post-impressionismo, con una panoramica completa negli episodi salienti delle scuole italiana, fiamminga, olandese, spagnola, francese e naturalmente inglese.

Vista l’ora (17:30) e dato che era gratis, non abbiamo fatto una visita particolarmente approfondita ma ci siamo limitati a curiosare tra le varie stanze soffermandoci brevemente solo tra i dipinti più importanti o che attraevano la nostra attenzione per qualche motivo.

Usciti dopo meno di un’ora, abbiamo attraversato Trafalgar Square, la piazza intitolata ad una celeberrima battaglia (la battaglia di Trafalgar del 1805) e scendendo verso Downing Street (dove al numero 10 c’è l’abitazione del primo ministro inglese), arriviamo alla Parliament Square e praticamente sotto al Big Ben. Che meraviglia!

Alle 19:20 arriviamo in hotel per uscirne dopo un paio d’ore, in cerca di qualcosa da mangiare. Senza troppe pretese, entriamo nel centro commerciale di Victoria Station, quasi attaccato al nostro hotel e ci mangiamo il solito panino al fast food.

Alle dieci e venti riprendiamo il nostro cammino ma la stanchezza fa sì che non andiamo troppo lontano e dopo aver girato un po’ per la città, ci fermiamo per una birra in un pub. La sfiga ha voluto che stesse per chiudere ma comunque la nostra pinta di birra ce l’hanno fatta fare.

Usciamo dal pub che sono solamente le 23:15 e visto che era troppo presto per andare a dormire, facciamo un giro per Victoria in cerca di vita e prima di mezzanotte eravamo comunque in quel buco della nostra camera.

Foto