Minsk 4

Venerdì 16 agosto 2019

A differenza delle mattine precedenti, dopo esserci riforniti ieri sera, oggi si fa colazione in casa: più abbondante, salutare, economica e sicuramente più comodo.

Usciamo verso le 10:30 e come prima tappa della giornata abbiamo il Museo Statale Bielorusso della storia della Grande Guerra patriottica (Музей гісторыі Вялікай Айчыннай вайны), all’inizio del Parco della Vittoria (Парк Перамогі), che Google ci segnala a circa tre chilometri di distanza dall’appartamento e quindi lo raggiungeremo con una semplice passeggiata.

Durante il tragitto, però, ci imbattiamo nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Сабор Святога Пятра і Паўла), incastonata tra enormi condomini in stile sovietico, due strade trafficate e un grande magazzino, che danno a tutto questo un tocco surreale. Questa chiesa ortodossa, conosciuta anche come la “chiesa gialla”, costruita nel 1613 e restaurata nel 1871, è la più antica della città e dopo la fine della rivoluzione di ottobre, quando i sovietici salirono al potere, fu utilizzata come magazzino. All’interno troviamo dei bellissimi dipinti sul soffitto e una massiccia iconostasi che presenta file di icone riccamente dipinte. Da quanto ho trovato in rete, sembra che questa cattedrale sia frequentata prevalentemente dalla gente del posto e ignorata dai turisti.

Dopo la breve visita alla chiesa, continuiamo il nostro cammino e svoltato l’angolo troviamo una curiosa ed enorme scultura socialista in pietra, che cozza un po’ con il sottostante KFC e gli altri negozi capitalisti del palazzo. Il titolo dell’opera è “Solidarietà”, dello scultore Anatol’ Yafimovich Arcimovich. L’edificio che la ospita, invece, che fa angolo tra vulica Niamiha (улица Немига) e Praspiekt Pieramožcaŭ (Праспект Пераможцаў), si chiama “Casa della Moda” ed è stato realizzato negli anni ’60.

Sul Viale della Vittoria (Russo: Prospekte Pobeditelei / Проспект Победителей), uno dei più importanti della città, nel tratto che ci separa dal Victory Park (poco meno di un chilometro), troviamo parecchi grattacieli e moderni palazzoni, di banche, hotel, centri commerciali, cinema e infine anche il Ministero del lavoro e della tutela sociale (министерство труда и социальной защиты минск), poco distante alla nostra meta.

Dal lato opposto della strada rispetto al Ministero, poco più avanti, spicca l’altissimo Obelisco degli Eroi della città di Minsk (Стэла Мінск — горад-герой), un manufatto di 45 metri, dedicato al coraggio dei suoi abitanti durante l’occupazione nazista che durò per 1.100 giorni. L’obelisco fu inaugurato nel 1985, per commemorare il 40° anniversario della vittoria nella seconda guerra mondiale e fa parte del grande complesso del Museo Statale Bielorusso della storia della Grande Guerra patriottica che ci apprestiamo a visitare.

Il nuovo museo di storia dedicato alla Grande Guerra Patriottica (come nel mondo russo viene chiamata la Seconda guerra mondiale) è un moderno palazzo di vetro e cemento, aperto il 2 luglio 2014, al cui interno si racconta con tono alquanto epico la vittoria dell’Armata Rossa sui nazisti e la liberazione di Minsk, in un tripudio di mezzi militari, ritratti patriottici e medaglie al merito. È stato realizzato in modo da far capire la seconda guerra mondiale vista dal popolo Bielorusso; partendo dal periodo precedente la guerra, attraverso mappe, documenti originali, reperti, fotografie, video, effetti sonori, carri armati ma anche la guerra vista dal popolo (razione di pane per ogni abitante di Leningrado), la tragedia degli ebrei in Bielorussia, i movimenti partigiani. L’interno è strutturato con un tragitto a spirale verso l’alto che porta il visitatore a elevarsi progressivamente attraverso un percorso per temi (i carri armati, i partigiani, la distruzione dei villaggi, la vittoria, gli eroi) che culmina in una cupola di vetro dove vengono celebrati tutti i caduti della Grande Guerra Patriottica.

Usciti dal museo ci spostiamo nel vicino Parco della Vittoria che con i suoi 200 ettari, è il più grande di tutta Minsk.

Fondato nel 1945 in onore della vittoria sulla Germania nazista nella Grande Guerra Patriottica, il parco è delimitato dai viali Pobediteley, Masherova, Orlovskaya e Starovilensky e al suo interno è presente il al bacino idrico artificiale di Komsomolskoye. Nel 2010 è stato rinnovato con l’area intorno al lago adibita a spiaggia e la creazione di sentieri pedonali e spazi di gioco per grandi e piccoli. Durante i lavori di ricostruzione furono inoltre installate tre fontane intitolate «L’eternità», «La vittoria», «La vela». Fra i siti di sicuro interesse del parco si annovera, senz’altro, l’isola degli Uccelli, una riserva naturalistica selvatica che fa da casa a una moltitudine di uccelli inclusi alcuni rari, alla quale si può accedere tramite un piccolo ponte. A oggi il parco è fra i più popolari luoghi di riposo a Minsk.

Facciamo una passeggiata all’interno del parco, visitiamo la Bird Island (forse l’unico posto dove ho visto dei rifiuti in tutta Minsk) e proseguiamo il nostro camminano costeggiando il lago, fino ad arrivare dalla parte opposta al gioiello architettonico del Palazzo dell’Indipendenza, situato sulla Pieramožcaŭ Avenue, nei pressi del centro espositivo “BelExpo” (Нацыянальны выставачны цэнтр БелЭКСПА) e della Piazza della Bandiera Nazionale (Плошча дзяржаўнага сцяга).

Magnifico esempio di architettura liberty, il Palazzo dell’Indipendenza (Палац Незалежнасці) è stato inaugurato nel 2013, si estende su una superficie di circa cinquantamila metri quadrati e al suo interno ci sono diverse centinaia di locali diversi. Oltre a essere la residenza del Presidente della Bielorussia, la funzione principale del Palazzo è quella di rappresentanza, ospitando eventi importanti e incontri con delegazioni internazionali. Diciamo che il signor Lukashenko si è fatto fare proprio una bella casetta.

Dal Palazzo presidenziale continuiamo fino alla vicina Piazza della Bandiera Nazionale, posta all’intersezione tra le vie Pobediteley e Orlovskaya, passando davanti al particolare edificio della fiera nazionale.

Inaugurato nel 1988, il centro espositivo BelExpo che si trova in Prospekt Pobeditelei 14 non è l’unico della città, essendo presente un vecchio padiglione, aperto nel dicembre 1968, nel centro di Minsk, proprio accanto al Teatro dell’Opera Nazionale e da quanto riportato dai media, è in progetto la costruzione di una nuova fiera da ben 30mila metri quadrati (contro i 5mila attuali). Gli architetti di questo centro espositivo, così attraente dal punto di vista architettonico, furono L. Moskalevich e G. Laskavaja e vista dall’alto, la particolare forma che diedero all’edificio ricorda quella di un fiore a 5 petali.

Di fronte alla fiera c’è una piazza dedicata alla bandiera bielorussa, inaugurata nel luglio 2013 e progettata dall’architetto Anna Aksenova. La bandiera che sventola sul pennone di 70 metri nella piazza a lei dedicata, ha delle dimensioni di tutto rispetto, con quasi 100 metri quadrati di superficie (7 x 14 metri) e 25 chilogrammi di peso. Il materiale utilizzato per la sua realizzazione è un tessuto impermeabile che non sbiadisce al sole. La decisione di realizzare la Piazza della Bandiera Nazionale in quel punto è stata dettata dalla presenza quasi costante di vento. Lungo il perimetro della piazza, che è circolare e con un raggio di 50 metri, ci sono stele raffiguranti gli emblemi della città di Minsk e delle regioni della Repubblica di Bielorussia.

Nel frattempo si sono fatte le 15:30 e dobbiamo ancora pranzare ma la soluzione è a portata di mano, dato che ci basta attraversare la strada ed entrare allo Zamok (ГЗЦ Замак), un centro commerciale molto grande, con all’interno anche un cinema e una pista di pattinaggio su ghiaccio. Pranziamo proprio accanto alla pista sul ghiaccio, nel ristorante Vasilki (Васильки) e dopo un rapido giro per i negozi, verso le 17 usciamo e senza perdere troppo tempo, chiamiamo un taxi per andare alla Minsk-Arena.

Da Wikipedia: La Minsk-Arena (Мінск-Арэна) è un’arena multiuso, unica nella sua complessità e funzionalità non solo in Bielorussia ma anche in Europa. Include una sala per sport e intrattenimento con una capacità di 15.000 spettatori, uno stadio per pattinaggio con una capienza di oltre 3.000 spettatori e un’arena da ciclismo da 2.000 spettatori. Uno degli usi primari della struttura è per l’hockey su ghiaccio: l’arena è infatti lo stadio del HC Dinamo Minsk. L’arena è stata aperta il 30 gennaio 2010. Lo stesso anno della sua apertura ha ospitato il Junior Eurovision Song Contest 2010, evento che avrebbe ri-ospitato 8 anni dopo con lo Junior Eurovision Song Contest 2018. Vi si sono esibiti in concerto Armin Van Buuren, Lana Del Rey, Mylène Farmer, Jennifer Lopez e Shakira.

Tutto molto bello ma visibile solo dall’esterno, per cui dopo un giro nel piazzale, andiamo a vedere cosa sono quelle cupole dorate che si intravedono poco lontano. Si tratta della Chiesa dell’Intercessione della Santa Vergine (Храм Покрова Пресвятой Богородицы), sita nel complesso della Parrocchia ortodossa di Santa Protezione (Свято-покровский Православный Приход) – se il traduttore non m’inganna -, insieme alla più piccola Chiesa in onore dell’Icona della Madonna Krupetskaya (Храм Крупецкой иконы Божией Матери).

Secondo la leggenda, vicino alla fonte della villaggio di Kruptsy venne esposta l’icona della Madonna (da cui il nome Krupetskaya) e iniziarono ad accadere dei fatti giudicati miracolosi. Per questa icona, venne quindi eretta una cappella di legno, vicino alla fonte, dove i fedeli potevano raccogliersi in preghiera. Si credeva che l’acqua della fonte Krupetskiy avesse proprietà curative, particolarmente utile per le malattie degli occhi. Nel 1936 la Chiesa dell’Intercessione di Kruptsy fu distrutta ma la fonte d’acqua ha continuato ad attirare i pellegrini e tra alterne vicende si arriva al 1995, quando fu eretta una nuova piccola chiesa in onore dell’icona della Madonna Krupetskaya e se ho tradotto bene le informazioni che ho trovato, nell’ottobre del 1997, sul sito della chiesa distrutta nel 1936, fu inaugurata la nuova Chiesa dell’Intercessione, alta ben 47 metri e con una superficie dorata delle cupole di circa 220 m² (doratura che è stata effettuata negli anni successivi perché alla costruzione la grande cupola a cipolla era grigia).

Dato che la chiesa dell’Intercessione è chiusa, visitiamo un momento quella della Madonna Krupetskaya, piccolina e semibuia in quel momento, e quindi usciamo e nel giardino vediamo il punto in cui sgorga l’acqua, ben visibile dalle bollicine che vengono a galla (fino a che non mi sono documentato non avevo capito cosa rappresentasse).

Giunti alle 18:15, decidiamo di tornare verso il centro e chiamato un taxi con l’applicazione di Yandex, ci facciamo accompagnare in Piazza dell’Indipendenza (Plošča Niezaliežnasci – Плошча Незалежнасці), a due passi dal nostro appartamento. Dato però che è ancora relativamente presto, facciamo “en plein” e visitiamo anche la Chiesa dei Santi Simone ed Elena (Касцёл Святых Сымона і Алены), detta anche Chiesa Rossa (Чырвоны касцёл).

La Chiesa dei Santi Simone ed Elena (polacco: Kościół św Szymona i SW Heleny w Mińsku) è una chiesa cattolica romana sulla Piazza Indipendenza a Minsk, progettata dagli architetti polacchi Tomasz Pajzderski e Władysław Marconi e realizzata in stile neo-romanico. La prima pietra fu posata nel 1905 e la realizzazione fu ultimata nel 1910. I mattoni per le sue pareti sono stati acquistati dalla città polacca di Częstochowa, mentre le tegole da Włocławek. La sua costruzione è stata finanziata da Edward Woyniłłowicz (1847-1928), un importante proprietario terriero e uomo d’affari bielorusso-polacco, per commemorare la morte dei suoi due bambini, Szymon ed Helena (le tre campane della torre hanno il suo nome e quello dei figli morti). Le preghiere si tengono in bielorusso, polacco, lituano e latino.

Davanti alla chiesa, vicino all’ingresso, c’è una statua di San Michele Arcangelo, costruita nel 1996. La scultura mostra il santo che uccide un drago con una lancia e rappresenta simbolicamente la vittoria del potere celeste sulle tenebre. L’altezza della scultura è di 4,5 metri. Poco distante c’è un altro monumento, la Campana di Nagasaki, che funge da ricordo ai caduti di guerra e da promemoria delle vittime di disastri nucleari.

Diamo un’occhiata all’interno che in verità, rispetto alla parte esterna molta bella, mi lascia un po’ deluso dalla sua semplicità. Dietro all’altare, fondo alla chiesa, ci sono dipinte le immagini di Gesù, di una suora e di Papa Giovanni Paolo II mentre vicino all’uscita, dalla parte opposta, c’è un busto raffigurante Edward Woyniłłowicz e nelle due ante del portone d’ingresso, San Simone e Santa Elena.

Dalla chiesa, in un paio di minuti siamo a casa dato che il nostro appartamento è molto vicino, proprio dietro alla piazza.

Ci rimettiamo in movimento quando sono da poco passate le 21 e la temperatura, come riportato in un’insegna, è di 20 gradi. Come prima impellenza c’è quella di andare a mangiare e quindi raggiungiamo il Lido, al centro commerciale Metropol, ma forse siamo arrivati troppo e c’è rimasto ben poco da mangiare, per cui optiamo per il McDonald’s di fronte e ci togliamo il pensiero.

Finito di mangiare facciamo un passeggiata e torniamo al Teatro dell’Opera (Вялiкi тэатр Беларусi), dove eravamo stati un paio di giorni prima in una mattinata piovosa. Devo dire che di notte, illuminato, è veramente molto bello e dalle foto che ho visto, l’interno non ha nulla da invidiare alla parte esterna, con i suoi marmi, il parquet, i lampadari di cristallo, le opere d’arte, le sculture e le foglie d’oro che riempiono l’edificio altrettanto belli.

Terminiamo la serata nella cosiddetta zona della movida, nel quartiere di Vierchni Horad (Верхні горад).

Da Supereva.it – Vierchni Horad (Città Alta) ha ospitato il centro di Minsk dal XVI secolo fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Il quartiere si sviluppa intorno a Svoboda, Piazza della Libertà, dove ci sono anche il Municipio, recentemente ricostruito e la Arci cattedrale della Beata Vergine Maria in stile barocco. Si trovano molte chiese e monumenti, tra cui Petropavlovskaya, la Chiesa di San Pietro e Paolo, la Cattedrale del Santo Spirito, il Monastero di San Bernardino e il Memoriale alle vittime del genocidio hitleriano. A Gostiny Dvor, il vicino rione, si possono ammirare diversi edifici in stile neoclassico.

Oltre tutto questo importante elenco di monumenti, scopriamo con nostra sorpresa la presenza di una moltitudine locali, tra bar, ristoranti, pub, discoteche, chioschi di paninari e musica da tutte le parti, con diversi palchi dove si esibiscono gruppi dal vivo. Avevo letto che in quella zona avrebbe dovuto esserci “movimento” la sera ma sono rimasto comunque molto sorpreso dalla sua ampiezza e vivacità. I controlli abbastanza ferrei, inoltre, fanno sì che nonostante tutta questa massa di gente, tutto scorre liscio e non ci sono persone moleste e rotture di palle in genere. Certo, vedere un camion di militari a due passi dai locali non è proprio normalissimo per il resto d’Europa ma qua funziona così.

Verso mezzanotte e mezza decidiamo di chiudere la serata e tornare all’appartamento che non dista nemmeno troppo lontano dal quartiere dei locali, sarà poco più di un chilometro, massimo un chilometro e mezzo. Logisticamente siamo piazzati benissimo, anche perché, in effetti, la città non grandissima. Prima dell’una siamo già rientrati.

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