Riga Tallinn Helsinki 9

Mercoledì 17 agosto 2011

Oggi è il giorno del ritorno a Riga, dove trascorreremo gli ultimi quattro giorni della vacanza ed avendo il traghetto alle 11:30, ci svegliamo abbastanza presto. Alle sei e trenta siamo già in piedi e dopo colazione e docce, lasciamo camera ed hotel alle 8:30. Ci siamo tenuti un po larghi con i tempi perché non sapevamo quanto traffico avremmo incontrato sui sedici chilometri che separavano l’hotel dal centro città e soprattutto perché saremmo passati prima tra le bancarelle della Kauppatori.

In effetti c’era un po di coda e durante l’attesa ho visto due cose molto belle, una con il sapore di altri tempi e l’altra del tutto impensabile ed inverosimile per una strada del nostro paese. Ho visto dei bambini che si inerpicavano in un sentiero di terra, tra gli alberi, proprio accanto alla strada, con le cartelle a tracolla per andare a scuola che mi ricordava i racconti dei miei genitori quando erano bambini. Nella scuola elementare vicino casa mia ci sono genitori che accompagnano i figli in macchina anche se abitano a cento metri.

L’altra scena che mi ha lasciato a bocca aperta, è stata nel vedere un motociclista fare la fila dietro le auto. Ma ci pensate!? Un italiano avrebbe sicuramente fatto lo slalom tra le macchine se non fosse addirittura passato sulla corsia d’emergenza, mentre in Finlandia sono così rispettosi e corretti da fare la fila anche con le moto.

Arriviamo nella zona del porto alle 9:20 e dopo aver trovato una cassetta della posta da cui inviare le mie cartoline, facciamo una passeggiata tra le bancarelle. Volevo anche passare a prendere una maglietta che avevo visto in un negozio ma ho aspettato fino all’ultimo minuto disponibile ed il negozio non apriva. Qualche minuto prima della dieci, ad un’ora e mezza della partenza del traghetto, abbiamo preso l’auto e ci siamo diretti agli imbarchi, che eranono a cinque minuti dalla Piazza del Mercato.

Passiamo in check-in della Viking Line alle 10:07 e ci mettiamo in coda (ad essere precisi direi “in testa”, essendo tra i primi) quando ancora la nave doveva arrivare. Come un orologio finlandese (precisi come gli svizzeri), il traghetto arriva alle dieci e mezza in punto e scaricati mezzi e passeggeri provenienti dall’Estonia, dopo un’ora di attesa, finalmente è il nostro momento, ci imbarchiamo.

Lasciamo il porto di Helsinki perfettamente in orario (11:30) e prendendo il largo, passiamo in mezzo ad isolette meravigliose. Ce ne sono alcune piccolissime che sono poco più che degli scogli, dove nonostante le dimensioni ci abitava qualcuno. Ad un certo punto siamo passati vicino ad un’isola lunga una cinquantina di metri, in cui c’era solo una casa ed una piccola dependance che era incantevole.

Ci siamo seduti nel grande salone centrale e mentre Simone dormiva appoggiato al tavolino, io sfruttavo il wi-fi offerto dalla nave per navigare a mia volta, ma su internet. Finito il pisolino, faccio alzare Simone e giriamo per l’imbarcazione, iniziando dal supermercato dove il Jägermeister spadroneggiava! Da noi forse nemmeno si trova più mentre quassù è il numero uno e va molto anche in discoteca dove ci si fanno per giunta numerosi cocktails.

Essendo la Viking più moderna e veloce della Eckero, per il viaggio di ritorno impieghiamo solamente due ore e mezza, contro le tre e mezza dell’andata ed alle 14 arriviamo a Tallinn.

Appena scendiamo dalla nave ci buttiamo subito in centro, per fare un ultimo giro, prima di ripartire per Riga. Dopo tre giorni di tempo pessimo, in una città fantasma, essere tornati a Tallinn trovando una bellissima giornata di sole e tanta gente in giro per le strade, ci ha riempito il cuore di gioia. Nonostante Tallinn fosse per noi una città nuova, ritornarci dopo essere stati ad Helsinki era un po come tornare a casa, abbiamo avuto la stessa sensazione.

Riusciamo a trovare un parcheggio vicinissimo al centro, alle 14:30, e questa volta ci siamo cautelati dal rischio multe pagando il tagliando. Per prima cosa, dovendoci passare davanti, decidiamo di fermarci a mangiare al McDonald’s, per poi proseguire con una passeggiata tra le viuzze, fino ad arrivare alla piazza del municipio. A sorpresa troviamo la piazza invasa dalle bancarelle e Simone ne approfitta per uno shopping fuori programma, comprando una coppola che indossa immediatamente.

Poco prima delle 15:30, chiudiamo definitivamente con Tallinn e ripartiamo alla volta di Riga. La strada è l’identica distesa di verde infinito che abbiamo fatto all’andata, ma questa volta ancora più verde, essendo una giornata soleggiata. Come per magia però, arrivando al confine tra Estii e Latvija, iniziano anche le nuvole.

Durante il percorso, quando mancano un centinaio di km per Riga, ci troviamo a costeggiare il Baltico ed anche per fare una pausa e sgranchire le gambe, decidiamo di fermarci. Nonostante il cielo plumbeo, arrivati sulla spiaggia, vediamo due ragazze in mezzo al mare che giocano con l’acqua felici e contente, come se non vedessero il mare da tanto tempo (e forse non l’avevano mai visto).

Alle 20:10 arriviamo all’hotel Toss, dopo 4 ore e 40 minuti di viaggio (pausa compresa). Prendiamo possesso della nostra camera che non è la stessa della volta scorsa (due stanze separate) ma uno stanzone grande con tre letti nello stesso ambiente. Dataci una rinfrescata, alle 21:45 siamo usciti.

Ormai le strade, ma soprattutto i parcheggi di Riga non hanno più segreti per Simone ed alle ventidue siamo già parcheggiati, sulle rive del Daugava. Andiamo diretti allo Steiku Haoss dove, una bella bistecca con contorno di patate fritte ed una birra gigante ci rimettono al mondo.

Finito di cenare, andiamo allo skyline bar, al 26esimo piano dell’hotel Latvija ma essendoci poca gente scendiamo quasi subito, facendo clubbing per i locali del centro. Nulla di importante da segnalare se non la conoscenza con delle ragazze napoletane che erano a Riga per lavoro, uno stranissimo lavoro. Prestavano la loro attività per un sito internet di poker online che in Italia era in fase di legalizzazione e per il momento lavoravano dalla Lettonia.

All’una e mezza lasciamo il centro per tornare in hotel, dove, invece che dormire, ho perso un paio d’ore su internet (fino alle 4).

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