Scandinavia 10

Mercoledì 20 agosto 2015

Dopo il tour de force dei giorni precedenti, il fatto di dormire per tre notti nello stesso hotel ci rilassa moltissimo, non abbiamo l’assillo di svegliarci presto e dover prendere l’auto per fare 5/6/700 chilometri. Per di più in questo hotel, per la parte finale della vacanza, abbiamo anche la colazione inclusa. Chiudiamo con tutte le comodità.

Ci svegliamo alle 8 e dopo doccia e colazione alle 9:40 usciamo per andare all’Ikea, distante 10 minuti a piedi dal nostro hotel, a prendere l’autobus per il centro. Non conosciamo l’orario delle partenze e supponiamo che alle 10 ci possa già essere ma sbagliamo di 30 minuti: la prima partenza è alle 10:30. Facciamo un giro veloce nel centro commerciale che sta aprendo proprio in quel momento e alle 10:20, all’arrivo dell’autobus, siamo i primi a salire.

Partiamo in perfetto orario, alle 10:30 in punto ed arriviamo in centro in soli 20 minuti. Una volta scesi, iniziamo la nostra visita di Stoccolma partendo dal municipio (Stockholms Stadshus) che la sera prima avevamo trovato chiuso. Ci informiamo per le visite guidate ma quella in italiano era già partita e bisognava aspettare il pomeriggio per la successiva. Considerando che io ero già stato all’interno e Gianluca non nutre tutto questo interesse per la cultura, decidiamo di vedere un po’ l’esterno e poi ce ne andiamo.

Anche questa volta sono rimasto impressionato dalla bellezza del municipio, non solo come edificio in sé ma anche e soprattutto per il colonnato esterno e la visuale della parte vecchia di Stoccolma attraverso i canali. Una visita è obbligatoria per chi è a Stoccolma considerando che si tratta anche del luogo dove viene celebrata la premiazione del nobel.

Ricordo molto bene, dalla precedente visita, il Salone Blu, ispirato ad una piazza italiana, che nel progetto iniziale doveva addirittura essere scoperto. In realtà quello era solo il nome originale, e tale è rimasto nonostante le pareti non siano mai state intonacate né dipinte lasciandole del loro colore naturale. In questo luogo, il 10 dicembre di ogni anno si tiene il banchetto del Premio Nobel. C’è poi la Sala del Consiglio in cui si riunisce l’assemblea del municipio di Stoccolma. Il soffitto ha un’apertura simulata, come una lunga casa vichinga. Un’altra sala affascinante è la Galleria del Principe: viene usata per i ricevimenti ufficiali della città. Appena dopo si trova la Sala delle Tre Corone. Il suo nome altisonante deriva dai tre lampadari dorati che eleganti scendono dalla travatura del soffitto. L’ultimo e sicuramente il più bello è il Salone Dorato. Nascosto alla vista dalle due porte in rame, pesanti una tonnellata ognuna, custodisce un tesoro inestimabile: un mosaico di 18 milioni di tessere in vetro e oro realizzato da Einar Forseth. La sala è lunga 44 metri e sino al 1973 ospitava il banchetto di gala che segue la consegna dei Premi Nobel.

Finito con il municipio, ci incamminiamo verso la città vecchia (Gamla Stan) quando ad un certo punto vediamo una miriade di persone camminare verso la stessa direzione. Ovviamente li seguiamo e ci portano di fronte al palazzo reale dove sta per iniziare il cambio della guardia.

Il Palazzo Reale di Stoccolma è la residenza ufficiale del Re ed è uno dei palazzi più grandi di tutta Europa nonchè una delle attrazioni più apprezzate dai turisti che visitano la città di Stoccolma. Ad alimentare l’interesse per questa struttura, oltre alle innumerevoli stanze e allo sfarzo che contraddistingue ogni luogo, c’è di sicuro il famoso cambio della guardia. Come avviene per Londra, Copenaghen ed altre città, anche a Stoccolma vi è una bellissima cerimonia che vale assolutamente la pena vedere (anche perché, a differenza della visita del palazzo, è gratis).

Bella cerimonia con soldati a cavallo, cannoni e la banda musicale ma tutto sommato, niente di speciale.

Dal Palazzo Reale, passando per i vicoli medievali e le strade acciottolate della città vecchia, arriviamo alla piazzetta di Gamla Stan, con le caratteristiche case colorate dei mercanti. Sempre nella stessa piazza c’è il Museo Nobel che dopo tre viaggi, ancora non ho visitato.

Oggi la città vecchia conta circa 3.000 residenti e innumerevoli caffetterie, ristoranti, negozi di souvenir, laboratori artistici, gallerie e musei tra cui, oltre al Museo Nobel, il Museo della posta e la zecca Reale all’interno del Museo nazionale dell’economia. Una curiosità: la città vecchia, a cavallo tra ’800 e ‘900, era considerata un quartiere malfamato. Difficile da credere, visto che oggi è una zona residenziale molto ambita.

Proseguiamo quindi il nostro cammino fino ad arrivare alla chiesa tedesca (Tyska Kyrkan), situata lungo la via dello shopping. Prendo in prestito un commento di Tripadvisor per descriverla: chiesa di rito Luterano Svedese dalla pianta quadrata, si ispira ai tempi della Lega Anseatica, periodo di forte legame con la Germania ed è stata utilizzata appunto dai tedeschi, famiglia reale compresa. Notevole la Galleria Reale e favoloso il pulpito in alabastro ed ebano. Pregevoli i dipinti e le vetrate a mosaico.

Nel frattempo si sono fatte le 13 e iniziamo a sentire il bisogno di mangiare qualcosa. Decido di portare Gianluca da VaPiano e mentre stiamo andando vedo un portone che mi sembra familiare. Si tratta del Mårten Trotzigs gränd che con i suoi 90 cm di larghezza, è il vicolo più stretto di Stoccolma. Giusto il tempo di un paio di foto e poi raggiungiamo il ristorante italiano.

Alla faccia di tutti quelli che dicono di non mangiare italiano quando si è all’estero, ho voluto strafare ed ho scelto addirittura la pasta alla carbonara ma in realtà non ho corso nessun rischio dato che conoscevo già la qualità del VaPiano. Gianluca invece si prende una bella pizza margherita bella e buona.

Usciamo dal ristorante alle 14:15 e andiamo a vedere a Slussen, poco distante, dove c’è il Gondolen, un locale molto elegante, con un terrazzo panoramico incredibile che si trova non altissimo (solo all’ottavo piano) ma essendo il ristorante stesso su una collina, si ha una vista meravigliosa su tutta Stoccolma. Restiamo giusto il tempo di fare qualche foto e quindi scendiamo e torniamo indietro.

Ripassiamo nella piazza della città vecchia che a differenza di prima è molto meno affollata e mentre Gianluca passa al setaccio tutti i negozi di souvenir, io mi diletto a fare qualche foto. Proseguiamo quindi verso l’autobus fermandoci brevemente all’esterno del Palazzo Reale (Gianluca non ha resistito ad una foto con la guardia) e quando arriviamo a Kungsträdgården, rimaniamo sbalorditi della gente che c’era. Si tratta di una piazza con una grande fontana, dove hanno messo erba sintetica e la gente sembrava gradire. C’erano moltissime persone distese, come fosse un prato vero, per non parlare di quelle sulle scale, ai lati della fontana. Svedesi che si godono la bellissima giornata di sole.

Per concludere Sergels Torg ed una passeggiata su Drottninggatan, la via dello shopping, super affollata anche quella. Una cosa che ho notato, con dispiacere, è la presenza di una grande quantità di zingari che chiedevano l’elemosina. Veramente troppi per una città civilissima come Stoccolma.

Alle 17:30 siamo alla fermata dell’Ikea bus ma questo sarebbe passato solo mezz’ora dopo e quindi aspettiamo pazientemente.

Sul tragitto del ritorno troviamo un traffico incredibile ma riusciamo lo stesso a rispettare l’orario ed essere davanti l’Ikea, come da tabella, alle 18:30. Un giro al supermercato e alle 19 finalmente in camera per riposarci un po’, prima della serata.

Ce la prendiamo abbastanza comoda ed usciamo quando mancano venti minuti alle dieci. Andiamo ovviamente in auto, sia perchè non c’è più l’autobus dell’Ikea, sia perché la sosta in centro la sera è gratis. Arriviamo al parcheggio (che ho segnato sul navigatore) alle 22 in punto e lasciata l’auto, ci incamminiamo verso Stureplan, il quartiere dove si trovano molti ristoranti, discoteche, negozi esclusivi ed è considerato luogo di ritrovo per giovani vip.

Stiamo un po’ davanti al locale di fronte al “Fungo” (il simbolo del quartiere) ma non ci ispira molta fiducia per cui, torniamo verso il centro e senza perdere troppo tempo, andiamo direttamente al Berns, il mio locale preferito di Stoccolma.

Da Wikipedia: Berns Salonger è un ristorante e luogo di intrattenimento in Berzelii Park, nel centro di Stoccolma. L’edificio è stato costruito 1862-63, da HR Berns e ampliato nel 1886. Al Berns si tengono spesso concerti e altri spettacoli ed ha una capacità di 1.200 persone.

Il locale di divide in due parti, anzi tre: c’è il terrazzo, non molto grande, con un bar e qualche tavolo, dove spesso c’è un dj. C’è poi il salone interno, molto grande e di gran classe, con arredi in stile, meravigliosi lampadari e c’è un palco dove si tengono spettacoli. C’è poi la parte sotterranea (in cui sono stato nel mio primo viaggio a Stoccolma, nel 2008) dove ad un certo punto, quando il bar esterno chiude i battenti, si spostano tutti quanti per concludere la serata con musica da discoteca.

Essendo mercoledì non c’è tantissima gente e dopo aver fatto una bevuta, alle 23:30 ce ne andiamo e passiamo a vedere il Cafe Opera, altro bel locale della capitale, non prima però di un panino veloce al McDonald’s.

Il Cafe Opera è un altro posto speciale ed originale, si tratta di una sala da ballo grande con bellissimi affreschi e decorazioni, qualche tavolo in mezzo per chi desidera sgranocchiare qualcosa o semplicemente riposarsi sorseggiando un drink. Come per il Berns, c’è una parte all’ingresso che è sempre funzionante, mentre il salone più bello e spazioso, viene aperto credo solo nei weekend e quando ci sono eventi particolari con tanta gente.

La clientela del locale è piuttosto giovanile, per cui, dopo aver sostato qualche minuto ad osservare il viavai di giovani svedesi, ad un certo punto decidiamo di andare a prendere la macchina e tornare in hotel, dove arriviamo all’una in punto. Alle due, quando Gianluca russa già da un pezzo, spengo la luce e mi metto a letto anche io.

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