Scandinavia 3

Mercoledì 12 agosto 2015

Oggi ci aspetta la seconda tappa del lungo viaggio di avvicinamento a Nordkapp, per cui, sveglia mattiniera (alle sette), doccia, colazione e partenza, senza perdere troppo tempo. Passo a pagare le 550 corone (58 euro) per l’ottima e spaziosissima camera doppia che ci hanno dato al Sunderby Hotell & Konferensed e alle 8:45 ci mettiamo in auto.

Il paesaggio che incontriamo è quello tipico del nord Europa, con la strada principale che taglia delle foreste immense con qualche campo ogni tanto in cui ci sono delle fattorie, tutte rigorosamente colorate di rosso con gli infissi bianchi. Passiamo anche in qualche centro abitato che distano però abbastanza l’uno dall’altro. Il meteo è clemente e ci permette di viaggiare prevalentemente con il sole, coperto ogni tanto dalle grosse nuvole bianche.

Abbiamo abbandonato da tempo le tre corsie (due da un verso e una dall’altro che si alternano a cadenza regolare) e la strada prosegue e proseguirà fino al profondo nord in questo modo, una corsia per ogni senso di marcia, ma non è assolutamente un problema visto la totale assenza di traffico. Procediamo tranquillamente con qualche chilometro sopra ai limiti consentiti ma essendo in mezzo al nulla, non credo che qualcuno ci verrà mai a chiedere conto di questo.

A mezzogiorno in punto arriviamo al confine con la Finlandia, in un paesino chiamato Kaunisjoensuu, dove ci fermiamo a comprare qualcosa da mangiare in un ICA Nära. Rimango colpito da un paio di cose, la prima è l’angolo caffè assolutamente gratis in mezzo al negozio e la seconda è la grande quantità di prodotti italiani o dal nome italiano presenti in quest’angolo sperduto della Scandinavia. Si poteva trovare qualsiasi tipo di pizza surgelata ed ognuna aveva rigorosamente un nome italico ma non mancava nemmeno la pasta, in tutti i formati possibili (penne, fusilli, maccheroni e lasagne) ed anche dei dolci, con i Vicenzovo di Matilde Vicenzi.

Facciamo le immancabili foto di rito con i cartelli stradali che indicano l’ingresso in Finlandia e visto che ci siamo, andiamo anche dall’altra parte dove c’è scritto Svezia (prendiamo due piccioni con una fava) per poi ripartire subito dopo e fare il nostro ingresso nella regione della Lapponia.

Tempo un quarto d’ora e realizziamo che i cartelli stradali simbolo della Scandinavia (particolarmente Svezia) non sono solo folclore ma indicano realmente la presenza di quadrupedi con le corna: incontriamo le renne! In poco tempo ne incrociamo almeno in cinque o sei occasioni, a volte ai lati della strada ma spesso al centro che camminano indisturbate, sole ma anche a coppia. E’ uno spettacolo bellissimo ma anche un po’ pericoloso che però, a meno di attraversamenti a kamikaze, con quelle strade lunghe e dritte, si possono vedere da lontano e si ha il tempo di rallentare.

Verso le 14:15 attraversiamo un paesino, dove vediamo una scritta a caratteri cubitali “Cafe Silja” e decidiamo di fermarci a mangiare qualcosa. Nonostante la non comprensione di quello che era scritto nei menù né tanto meno della loro lingua per poterci parlare, riusciamo comunque ad ordinare due hamburger con patate (erano esposti) e due bibite (erano esposte anche quelle).

Mangiamo con gusto e dopo la sigaretta di rito di Gianluca, riprendiamo la marcia di avvicinamento alla nostra destinazione, un paesino di pescatori a pochi chilometri da Capo Nord. Nel frattempo passiamo un secondo confine ed entriamo in Norvegia, il paesaggio cambia e ai lati della strada non ci sono più le sconfinate foreste ma una vegetazione via via sempre più bassa e brulla.

Arriviamo nel piccolo villaggio di Repvåg quando sono da poco passate le 20 e trovare l’hotel è un gioco da ragazzi, dato che non sono molte le abitazioni in quel villaggio sperduto. Si trova proprio in riva al.. non so come chiamarlo. In teoria sarebbe il mare, dato che si tratta di un’insenatura ma dato che finisce proprio in quel luogo, ha tutte le sembianze di un lago.

Facciamo il check-in, pago 608 corone (68 euro) e raggiungiamo la nostra camera con vista sull’acqua. Una tipica abitazione norvegese, quelle che da queste parti chiamano Rorbu, proprio molto carina. Quando entriamo però non siamo della stessa idea, dato che è strettissima con un bagno quasi ridicolo da quanto è piccolo. Vabbè, dobbiamo dormirci solamente una notte, non sarà un grosso problema.

Dato che nei paraggi non c’era assolutamente nulla e che dopo circa 800 chilometri non era proprio il caso di prendere la macchina e fare altra strada, decidiamo di mangiare nel ristorante dell’hotel, con il serio timore di venire spennati. Alla fine devo dire che, considerando il posto, un bel pezzo di merluzzo con del riso ed una mini bottiglietta d’acqua per 21 euro ci possono anche stare.

Finito di mangiare, Gianluca si ritira in camera mentre io, non potendo usare internet perché la connessione era solo nelle aree comuni, chiuse dopo cena, prendo cavalletto, fotocamera ed esco a fare qualche scatto.

Sono stato fuori fino a mezzanotte ed è stato bellissimo avere quella luce naturale, non certo come a mezzogiorno ma comunque come da noi alle 20, nel mese di agosto. All’una sono andato a dormire anch’io.

Foto