Scandinavia 6

Sabato 15 agosto 2015

Iniziamo questo Ferragosto con la sveglia alle 8 e dopo esserci sistemati, alle 8:45 usciamo a fare colazione (non essendo compresa nella camera). Dopo diversi giorni di pioggia, vento e nuvole, il tempo volge al bello ed abbiamo finalmente una giornata stupenda.

Forse abbiamo esagerato con la sveglia perché alle 9 ancora non si vede ancora nessuno in giro. Troviamo comunque un Narvesen aperto e la colazione è assicurata. Mi prendo un bel muffin al cioccolato ed un cappuccino da asporto e ci sediamo sulle panchine dei giardini davanti alla cattedrale (Tromsø Domkirke).

Questa cattedrale non va confusa con l’altra, quella dell’artico, perché sono due chiese distinte e tra l’altro, profondamente diverse. Da Wikipedia: La cattedrale di Tromsø (in lingua norvegese Tromsø domkirke) è un grande esempio di architettura neogotica. Questa chiesa è la cattedrale protestante più a nord al mondo e l’unica cattedrale ad essere stata costruita interamente in legno in Norvegia.

Purtroppo è chiusa e non possiamo visitarla, per cui, finita la colazione, facciamo una passeggiata per la città che verso le 10 nel frattempo si comincia a popolare. Tra la gente che inizia a vedersi, sul corso principale ci sono anche delle persone che non mi sarei mai aspettato di incontrare quassù: tre signore zingare. Che cavolo ci fanno in un posto tanto ameno (per lo meno in inverno)? Non c’è più nessun posto in cui stare tranquilli sulla faccia della terra.

Dovendo lasciare la camera, alle 11:30 torniamo in hotel a prendere le nostre cose che carichiamo in macchina e lasciamo l’hotel. Prima di riprendere il viaggio in direzione Lofoten, passiamo brevemente a visitare la Cattedrale Artica. A parte la sua imponenza e la sua forma particolare che spicca in mezzo a tutte le costruzioni che ha intorno, questa chiesa all’interno è molto spoglia e, oltre al mosaico da un lato e all’organo dall’altro, non c’è praticamente niente dentro. Per di più si pagano anche 40 corone per entrare.

In estate nella chiesa vengono tenuti dei concerti che iniziano alle 23 e durante la nostra visita troviamo dei musicisti che stanno provando. Credo sia bellissimo assistere ad un concerto con quello scenario e soprattutto, con lo spettacolo del sole di mezzanotte.

A mezzogiorno e venti ci mettiamo in auto alla volta di Ballstad, quasi all’estremità delle isole Lofoten, distante circa 500 chilometri con un tempo di percorrenza previsto di circa 7 ore. Nulla di particolare durante il lungo tragitto, se non paesaggi meravigliosi, tanto sole, molto verde e acqua ovunque: fiumi, laghi e fiordi.

Arriviamo all’ostello alle 20:30, giusto in tempo prima che chiudano la reception (alle 21) e dopo aver sbrigato le operazioni di check-in, ci danno due chiavi ed una mappa: la nostra camera infatti si trovava in un alloggio distante un paio di centinaia di metri e li c’erano le indicazioni per raggiungerla.

Troviamo il complesso di casette dove dovevamo dormire e rimaniamo colpiti dalla scenografia, sembrava una cartolina. Erano le tipiche case dei pescatori, quelle rosse con gli infissi bianchi che si vedono in molte foto della Norvegia, per metà in mezzo all’acqua. Quella che da fuori è una cosa meravigliosa, una volta all’interno non è proprio così. Per lo meno, l’ingresso non è male, un grosso stanzone con una sorta di soggiorno/cucina ma quando saliamo al piano superiore ed apriamo la porta della nostra camera, rimaniamo sconvolti. Porca di quella vacca che schifo di camera!

Credo che sia la camera più piccola che mi sia mai stata assegnata in tutti i viaggi che ho fatto. C’erano due letti praticamente attaccati, con un centimetro di spazio tra l’uno e l’altro ed entrambi erano incastonati in una rientranza della stanza. C’erano dieci centimetri ai piedi del letto ed uno spazio un po’ più ampio da un lato, dove però c’era l’apertura della porta, per cui non era possibile lasciare roba a terra nel raggio di apertura, altrimenti ogni volta che dovevamo aprire avremmo dovuto spostare tutto. Ciliegina sulla torna, essendo in un sottotetto, da un lato c’era un’altezza quasi normale mentre in fondo al letto scendeva fino a 160/170 cm credo. Il tutto condito da un odore nauseabondo.

Nonostante lo shock, la fame comunque non ci era passata e quindi siamo usciti quasi subito per cercare un posto dove mangiare, che purtroppo non abbiamo trovato e dato che avevamo delle scorte in auto, ci siamo fatti dei panini. Dopo tutta la strada fatta (8 ore di viaggio), non ci sembrava il caso di rimetterci in auto per cercare un centro abitato con un po’ di vita.

Mentre Gianluca è in camera che russa già, poco prima delle 22:30 esco armato di cavalletto e fotocamera e sto fuori un paio d’ore a fotografare qualsiasi cosa, in quel posto da favola. Rientro a mezzanotte e venti e senza nemmeno la compagnia di internet (la connessione c’era solo nella reception, nell’altro stabile, che però chiudeva alle 21), non c’è motivo di rimanere sveglio. All’una sono sotto le coperte.

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